“Inés dell’anima mia”, una miniserie spagnola su Canale 5

Da venerdì 30 luglio in prima serata, la serie in quattro serate tratta dal romanzo omonimo della scrittrice cilena Isabel Allende

Elena Rivera, già protagonista della serie “Le verità nascoste”, è Inés
28 Luglio 2021 alle 08:35

Su Canale 5 l’ondata di fiction spagnole non si placa, infilando un successo dopo l’altro. E da venerdì 30 luglio in prima serata è la volta di "Inés dell’anima mia", la miniserie in quattro serate tratta dal romanzo omonimo della scrittrice cilena Isabel Allende.

In un clima drammatico, con tinte romantiche, segue le vicende di Inés (Elena Rivera), l’unica donna spagnola che ha partecipato alla conquista del Cile nel 1540, al fianco del suo amante, il conquistatore Pedro de Valdivia (Eduardo Noriega). Dotata di un forte temperamento, Inés si ribella contro la condizione femminile dell’epoca, in cui le donne sono sottomesse all’autorità del clero e dei maschi. E così sposa contro la volontà della famiglia Juan de Malaga (Carlos Serrano, il crudele Fernando Mesia de "Il segreto"), che presto la abbandona per cercare fortuna in America.

La giovane, con i soldi guadagnati come sarta, si imbarca anche lei per il Nuovo Mondo. Giunta in Perù, cerca invano il marito, incontra Pedro e inizia la sua lotta per ottenere quello che vuole: potere, terre e amore.

«È stato un ruolo difficile da affrontare, Inés è una donna che rompe con ogni convenzione, norma, costume. Affronta tutto, cultura, società e religione, per tracciare il proprio percorso. La sua ossessione e ambizione non erano l’oro e la ricchezza, ma passare alla Storia» ha detto la Rivera.

Le riprese sono avvenute nel 2019 tra la Spagna, il Perù e il Cile con parecchi disagi, come ha rivelato Eduardo Noriega: «Ci siamo ritrovati nel mezzo delle proteste sociali in Cile, quindi abbiamo dovuto interrompere di girare numerose volte, vivevamo nell’incertezza, c’erano il coprifuoco e i carri armati in strada. Insomma, un’atmosfera pesante, che però ha contribuito a farci immedesimare ancor di più nel racconto».

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