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Le indagini di uno strano “Alligatore”

Parte su Rai2 una nuova serie tv con Matteo Martari nei panni del detective dei romanzi gialli di Massimo Clarotto

Foto: Matteo Martari in "L'Alligatore"  - Credit: © Rai

20 Novembre 2020 | 9:30 di Tiziana Lupi

Trasandato, un po’ randagio, adora il blues e non rinuncia a un bicchiere di Calvados. Dalla penna del giallista Massimo Carlotto arriva Marco Buratti, “L’Alligatore”, ora anche protagonista della trasposizione televisiva. Si parte il 25 novembre su Raidue. A interpretarlo è Matteo Martari, che di lui dice: «La vita gli ha lasciato importanti cicatrici».

Qual è la storia dell’Alligatore?
«È un ex cantante di blues condannato ingiustamente a sette anni di reclusione. Quando esce dal carcere,
dopo avere scontato la pena, cerca di riprendersi la sua vita e aiutare gli altri ad avere quella giustizia che
lui non ha avuto. Diciamo che diventa una sorta di detective privato». 

Aveva letto i libri su “L’Alligatore” prima di interpretarlo?
«No. Conoscevo Carlotto, perché è veneto come me e ha un vissuto molto particolare, ma non i suoi romanzi. Quando il mio agente mi ha chiamato per dirmi che sarei stato “L’Alligatore”, sono corso in libreria e ho comprato tutti i suoi libri, anche quelli che non c’entravano niente con il personaggio che avrei dovuto interpretare».

Le trasposizioni televisive, per esigenze narrative, non sempre rispettano i romanzi originali...
«L’anima del personaggio è quella dei libri. Poi, naturalmente, si sceglie che cosa raccontare e come farlo».

Le puntate che andranno in onda sono quattro ma i romanzi della saga sono di più.
«Mi sta chiedendo se ci sarà una seconda stagione? Magari!».

In questi giorni lei è sul set di “Cuori”, una fiction per Raiuno in cui interpreta un medico. Ultimamente, vista l’emergenza sanitaria, i camici bianchi sono diventati i nuovi eroi.
«Infatti ne sono onorato, ma i medici sono sempre stati eroi che salvano vite. Siamo noi che ce ne siamo accorti solo ora. Che dire? Meglio tardi che mai».