“Luna Park”: mistero tra le giostre

La nuova serie italiana di Netflix racconta lo strano legame tra due ragazze che s’incontrano in una Roma... magica

Simona Tabasco e Lia Grieco in "Luna Park"  Credit: © Netflix
29 Settembre 2021 alle 09:20

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Mistero e intrecci famigliari nella Roma della Dolce Vita. Dal 30 settembre arriva su Netflix la prima stagione di "Luna Park", serie italiana prodotta da Fandango, che vede come protagoniste Rosa (Olivia Grieco, al suo debutto), una ragazza della Roma bene, e Nora (Simona Tabasco, ora in tv ne “I bastardi di Pizzofalcone”), che legge le carte nel parco divertimenti di famiglia. Tra la due giovani, si instaurerà fin dal loro primo incontro, un legame molto speciale. Ecco cosa ci hanno raccontato le due attrici di questa esperienza.

Siamo nel 1962, gli anni della Dolce vita. Rosa (Lia Grieco), ragazza della Roma bene, una sera va con gli amici e il fratello al luna park e si fa leggere le carte da Nora (Simona Tabasco) alla quale chiede della sorella, scomparsa quando erano bambine. Tra le due giovani, diverse per cultura e carattere, si instaura uno strano legame che ci porterà indietro nel tempo, fino agli anni della guerra. Ci sono poi le vicende delle rispettive famiglie e degli altri ragazzi, oltre a un delitto “legato” al cinema e alla nascita della tv. “Luna park”, serie creata e scritta da Isabella Aguilar, e diretta da Leonardo D’Agostini e Anna Negri, segna il debutto come protagoniste di Lia («Mi hanno scelta dopo nove provini!» dice) e Simona («Non ho mai avuto un ruolo così sfaccettato»). Mentre a fare da sfondo alle storie c’è il “Luna park”, in gran parte ricostruito a Ostia con giostre funzionanti, e l’atmosfera di una Roma d’altri tempi: «I vestiti erano quasi tutti originali ma la cosa più difficile è stata indossare il corpetto che mi aiutava nella postura» spiega Lia, mentre Simona aggiunge: «Ho scoperto posti bellissimi come il Teatro di Marcello e il Ponte Vittorio Emanuele II, la spiaggia di Torvaianica e la villa sull’Appia dove vive Rosa». Insomma, gli ingredienti per appassionare ci sono tutti: fascino, mistero, giallo, amore e un finale che resta in sospeso. Sperando quindi in una seconda stagione.

Lia Grieco

Lia Grieco in "Luna Park"  Credit: © Netflix

Questa è la tua prima serie tv da protagonista. Com'è andata?
«È stata una esperienza incredibile. All'inizio è stato abbastanza traumatico: una cosa così grande come primo ruolo mi ha fatto sentire un po' sotto pressione, ma una volta presa coscienza che era un ambiente molto accogliente, è stato facile inserirsi in questo contesto, abbiamo lavorato bene, in armonia».

Paura del primo ciak?

«Il primo giorno ho avuto moltissima paura, ho girato una delle scene più complicate, la si vede nella terza puntata, ed è quella dell'esame all'università dove mi scontro con il docente che mi sta esaminando. Ma grazie alla regista e al bravissimo attore che lo interpretava è andata».

Come sei stata scelta per il ruolo di Rosa?

«Ho fatto nove provini. Una bella mazzata. Credo che ai casting abbia partecipato tutta Roma. È stato più stressante che non girare la serie in sé, ero molto più preoccupata e in tensione».

Parlaci di lei e come sei entrata nei suoi panni.
«Per Rosa ho fatto un lavoro tosto. All'inizio la giudicavo male, venendo da un ambiente ricco mi sembrava una ragazza superficiale. Poi abbiamo fatto uno studio approfondito con la sceneggiatrice e i registi, anche sul corpo, la postura e il modo di parlare. Ho visto tanti film dell'epoca per capire il gusto e il contesto (tra i miei preferiti: “Dramma della gelosia”, “Poveri ma belli” e serie attuali ispirate all'epoca come “La fantastica signora Maisel”). È stato affascinante, più studiavo Rosa e più l'amavo. Mi sono innamorata lentamente di lei».

Com'è stato recitare nella Roma del 1962? Indossi abiti molto belli…
«I vestiti erano tutti incredibili, alcuni appartenevano alla collezione privata della costumista, altri sono stati affittati, ma quasi tutti erano originali dell'epoca. La cosa più difficile è stata indossare il corpetto per tutte quelle ore, soprattutto durante la pausa pranzo! Chiedevo di tenerlo anche nelle scene dove non si vedeva perché mi aiutava nella postura».

C'è questo strano rapporto tra Rosa e Nora. Cosa possiamo raccontare?
«Con Simona Tabasco, che interpreta Nora, mi sono trovata molto bene, siamo entrate subito in sintonia. Ci siamo incrociate agli ultimi provini. Ci hanno abbinate per vedere se funzionavamo. Il rapporto tra Rosa e Nora è un amore che cresce con il tempo, via via che imparano a scoprire le cose che hanno in comune, come il fatto di essere testarde…».

Cosa ti è piaciuto di questa serie?
«Il contrasto che c'è tra quest'epoca così bella e colorata e il conflitto personale dei personaggi. La serie viaggia su più piani, ha molta profondità. Ha tantissime sfumature diverse. Penso sia molto interessante il fatto che abbia più di una situazione che possa catturare il pubblico: il rapporto tra Nora e Rosa, quello con le rispettive famiglie e le vicende degli altri personaggi. È una serie molto corale».

Da bambina andavi al luna park? Che ricordi hai?
«Sono ancora una grandissima appassionata di luna park. Anche questa estate ci sono stata con gli amici. È un amore che coltivo fin da piccola. Le giostre spericolate sono le mie preferite. Il luna park che vedete nella serie è stato ricostruito in gran parte in uno spazio dove c'erano già alcune giostre, vicino Torvaianica, ma la maggior parte delle attrazioni sono state ricostruite ed erano perfettamente funzionanti, tanto che una volta ci siamo saliti. È stato
molto divertente anche se abbiamo girato per poche giornate, ma molte intense».

Nella prima puntata Rosa si fa leggere le carte da Nora. Tu ci credi?
«Devo dire che ho una particolare fascinazione per questo mondo. Non so se ci credo, ma qualcosa mi porta a esserne molto attratta, c'è un'energia speciale sia nelle persone che fanno queste cose sia in chi le riceve, si crea una situazione magica, la mente ha un potere incredibile. È stata chiamata una vera cartomante per insegnare a Simona a leggerle. Era lì sul set con noi».

Non ne hai approfittato per chiederle qualcosa sul tuo futuro, magari con il tuo fidanzato, il cantautore Fulminacci?
«Ho avuto paura di chiederle di leggermele. In realtà vorrei sapere qualcosa sul mio futuro, ma se poi non mi piace? Preferisco non saperlo. Io e il mio fidanzato stiamo assieme da tanti anni, ormai siamo una coppia stabile, poi tutto può succedere…».

Che effetto ti fa essere la protagonista in una serie che sarà vista in 190 Paesi?
«Se ci pensi, sono cifre assurde. C'è preoccupazione. Non dubito sulla qualità della serie ma per come posso essere vista io. È una cosa grossa. Ma sono tranquilla perché ho fatto il massimo che potevo».

Cosa ti aspetta ora?
«Farò uno spettacolo a teatro a settembre e ottobre “Nel bosco”. Poi ho in programma vari provini e spero di fare una seconda stagione di “Luna Park”, ma non sappiamo ancora molto».

Come hai iniziato a recitare?
«Ho una storia particolare: ho iniziato come ballerina. A 9 anni sono entrata al Teatro dell'opera e mi sono diplomata all'Accademia nazionale di danza a Roma. Per anni ho fatto solo la ballerina ma mi attirava la recitazione e ho fatto delle piccole esperienze, ho studiato qualche anno teatro, anche con il liceo. Verso i 21 anni mi sono trasferita a Bruxelles per ballare ma ho avuto una crisi mistica, forse l'amore per la danza era finito. Ho iniziato a pensare cosa mi potesse appassionare. E mi sono detta che volevo provare a fare l'attrice. Sono tornata in Italia, ho fatto la cameriera per pagarmi i corsi di recitazione e poi sono entrata alla scuola Volontè di Roma. Mi sono mi sono diplomata, ho trovato un'agenzia e iniziato con i provini. Nella serie di Netflix “Luna nera” ero una comparsa. Poi ho girato la prima parte di un'opera prima di un regista toscano. Poi “Luna park” e dopo l'altra metà del film di Andrea Caciagli "Via Don Minzoni n.6". Spero arrivi presto nei cinema».

Simona Tabasco

Simona Tabasco in "Luna Park"  Credit: © Netflix


Parlaci di Nora, cos'ha di speciale questo personaggio fra i tanti che hai interpretato?
«Sicuramente il momento in cui è arrivata: avevo bisogno di interpretare un personaggio del genere. A 27 anni non ho mai avuto un ruolo così ricco di sfaccettature, non capisci mai chi sia. Una ragazza piena di vita, ma che non ha mai superato la perdita della madre e nel frattempo vive con la famiglia una vita apparentemente serena, sino a quando incontra Rosa e il dubbio che le nasce dentro la tormenterà sempre di più».

Cosa ti è piaciuto di questa serie?
«L'ambientazione, il colore e mi sono piaciute tanto le musiche moderne, abbinate a un'altra epoca».

C'è questo strano rapporto tra Rosa e Nora. Cosa possiamo anticipare?
«Si scopre nella prima puntata che loro due potrebbero avere molto in comune. Caratterialmente sono molto simili, sono giovani e appartengono a un'epoca precisa. Anche se vengono da mondi diversi si incontrano sulle problematiche della loro età, come l'amore. Lo vivranno entrambe nello stesso momento, sarà grande ma diverso».

In una scena d'amore ti vediamo senza veli. Hai provato imbarazzo?
«Per me è stato abbastanza normale, solo un po' imbarazzante anche perché non conosci mai il collega con cui affronti quel momento, ma è anche il nostro lavoro. Sono stati tutti carini, c'erano solo due operatori dentro la roulotte, mentre la regista Anna Negri era fuori. È stato molto delicato».

Com'è stato recitare nella Roma del 1962?
«Mi sarebbe piaciuto vivere in quegli anni. Mi sembravano tutti più vivi e sani. Ma non voglio fare l'anziana. È stato bello, eravamo circondati da auto d'epoca, nel mio caso il luna park era pieno di giostre originali. Abbiamo girato su montagne russe che sembravano per bambini, ma che forse all'epoca erano le più moderne. Abbiamo girato in parte a Ostia in un parco divertimenti lì vicino. Alcune attrazioni sono state fatte da zero. Ci hanno permesso solo una volta di farci un giretto sulle macchinine, ma è stato bello, l'atmosfera era molto calma sul set. Mi ha ricordato la mia finanzia. Mi piaceva andare al luna park, in particolare sui seggiolini volanti».

Quando avete girato?
«Abbiamo iniziato a settembre 2020 e finito nel febbraio 2021. Ci sono diverse location. La spiaggia che fa da scenario a un evento drammatico è a Torvaianica, nella riserva naturale. La villa dove vive Rosa è sull'Appia, ma ci sono stata pochissimo. Invece giravo molto con Tommaso Ragno (interpreta suo padre Antonio, ndr) nel cuore di Roma. Si vedono posti molto belli come il Teatro di Marcello e il Ponte Vittorio Emanuele II».

Nora legge le carte, tu ci credi?
«Mi è capitato di incontrare la signora Rita, che mi ha introdotta al mondo della cartomanzia e ho parlato con lei. Me le ha lette e fino a quel momento non ci credevo ma mi ha detto cose che mi hanno fatto ricredere. Le carte sono strane, hanno una simbologia ricca e in qualche modo possono raccontare la tua vita».

Che effetto ti fa essere la protagonista in una serie che sarà vista in 190 Paesi?
«Spero che venga accolta nel migliore dei modi perché l'abbiamo amata tanto, oltre a sentire una responsabilità non indifferente perché è il mio primo ruolo da protagonista».

La popolarità ti fa paura?
«Non do molto conto alla popolarità, mi interessa la stima. Mi fa piacere quando le persone mi incontrano e mi fanno i complimenti per i miei personaggi».

Per quali in particolare ti riconoscono?
«Mi fermano un sacco per Nancy, un'estetista napoletana che ho interpretato anni fa nella serie “È arrivata la felicità”. Ma ora anche per “Doc- Nelle tue mani”, una serie molto corale, e poi “I Bastardi di Pizzofalcone”, che è appena partita su Raiuno».

Cosa ti aspetta dopo “Luna Park”?
«Sto lavorando a un videogioco. Sarò la protagonista e uscirà nei primi mesi del 2022».

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