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“Mi hanno sputato nel milkshake” su Rai3 e Rai Play

Il pilota della serie scritta dalla vincitore del Premio Solinas "Experimenta Serie" Carolina Cavalli

Foto: Aurora Ruffino in "Mi hanno sputato nel milkshake"  - Credit: © Rai

27 Dicembre 2020 | 14:33 di Lorenzo Di Palma

Siri, 27 anni, è convinta che il barista le abbia sputato nel milkshake e, da quel giorno, comincia a vederlo ovunque. In prima visione notturna, il 27 dicembre su Rai 3 alle 24.20, e on line su Rai Play arriva Mi hanno sputato nel milkshake, pilota di serie scritto da Carolina Cavalli, vincitore della prima edizione del Premio Solinas “Experimenta Serie”, in collaborazione con Rai Fiction, un concorso che dà accesso a un percorso di alta formazione per la selezione e lo sviluppo di progetti innovativi di racconto seriale

Mi hanno sputato nel milkshake, diretto da Beppe Tufarulo e Carolina Cavalli, racconta - mixando la tradizione americana del cinema mumblecore e indi con elementi assurdi e pop, che citano le sitcom anni ’90 - la crisi dei 25 anni, quando si ha l’impressione di essere sospesi e allo stesso tempo in ritardo su tutto, anche se non si sa per cosa

Un dramedy al femminile in cui la protagonista, Siri (Aurora Ruffino), tenta di trascinarsi fuori da quel periodo, cercando soluzioni che la adeguino alla realtà, comunque ostile per lei, così spaesata e inadeguata, come gli altri personaggi che la circondano: la sua coinquilina Tea (Francesca Agostini), l’amica Momo (Sara Mondello), il su ex Seba (Dario Aita), il suo nuovo flirt, Dj Stomale (Matteo Olivetti), ma anche gli adulti, come il suo Capo (Giampiero Judica) o la sua psicologa in perenne conflitto con la figlia (Valentina Carnelutti, in scena con sua figlia Nila Prisco).

Ambientato nel 2010 a Milano, Mi hanno sputato nel milkshake è anche uno spaccato della generazione cresciuta negli anni ’90, nostalgica di quel periodo oggi diventato mitico. Un pastiche vintage di una quotidianità familiare, in una quasi metropoli occidentale, popolata di quasi adulti, che quasi vivono e cercano di risolvere uno strano fastidio che li accompagna in ogni momento.

Un rumore di fondo che non li molla e che cercano di esorcizzare con strane ossessioni che sono solo il sintomo di un’ansia più grande e generalizzata, come quella di Siri per il barista che a suo dire la odia e la perseguita.