“Supacell” su Netflix: più “super esseri umani” che supereroi

In questi giorni è la serie più vista al mondo. Ecco perché

3 Luglio 2024 alle 16:29

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Nel 2011 oltre due milioni e mezzo di persone della comunità nera vivevano nel Regno Unito, rappresentando quasi il 4% della popolazione complessiva. Oggi quel dato, anche se non ci sono stime precisissime, dovrebbe essersi triplicato. "Supacell" è al momento tra i maggiori successi su Netflix in Italia e nel mondo. Una serie che dietro ai superpoteri, le guerre tra gang, la lotta per la sopravvivenza di una Londra spietata, racconta delle difficoltà degli immigrati di seconda generazione (o già di terza) che vivono tra divisioni sociali e pregiudizi.

Molti di questi aspetti profondi rimangono sullo sfondo di questa serie appassionante creata da Rapman, un rapper britannico diventato celebre per le sue attività "parallele" alla musica (un suo musical rap "Shiro's story" è diventato un fenomeno su Youtube). In sei episodi (all'apparenza monografici) impareremo a conoscere un gruppo di ragazzi dotati di poteri fuori dall'ordinario che sono tutt'altro che supereroi. Con grande fatica nel prendere consapevolezza delle proprie capacità, ognuno scopre e mostra le proprie doti a chi ha accanto, tra lo stupore di tutti: amici, persone amate.

Tra gli aspetti più interessanti di "Supacell", oltre alle musiche e un'ottima dose di azione ed effetti speciali, ci sono gli attori: uno più bravo dell'altro. Da segnalare è senza dubbio il protagonista Michael Lasaki (interpretato da Tosin Cole), un corriere che scopre di avere degli strani "déjà-vu" e Sabrina Clarke (interpretata da Nadine Mills) un'infermiera dal cuore fin troppo d'oro che si ritrova con un potere violentissimo. Le loro strade continueranno a incrociarsi in maniera diretta e indiretta, come se qualcosa li portasse l'uno nella vita dell'altro, come calamite. Perché?

Sentimenti, malavita e poteri fuori controllo diventano parte di un racconto che nasce dalla strada per diventare via via sempre più epico. Le "Supercelle", così vengono chiamate, non sono una novità per i poteri forti che li osservano da tempo, grazie a telecamere in ogni angolo della città. Gli eredi di questi poteri sono considerati una minaccia, un pericolo pubblico da estirpare non con la loro uccisione, ma con una prigionia a tempo indeterminato. Sono evidenti le sfumature che ricordano la serie (indimenticata) "Heroes" è la meno nota "Dark matter", ma c'è anche il sottofondo complottista che ha reso celebre "The boys". Tra elementi pop, un linguaggio accattivante e messaggi sulla società inglese che fanno riflettere, è una serie che catturerà il vostro interesse.

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