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“The Crown”, i segreti di una serie di successo

Su Netflix spopola la quarta stagione della serie tv dedicata alla Regina Elisabetta

Foto: Emma Corrin interpreta Lady Diana in "The Crown"

03 Dicembre 2020 | 8:42 di Giulia Ausani

Gli anni di Margaret Thatcher come Primo ministro. La guerra delle isole Falkland. Il matrimonio tra Carlo e Diana. La popolarità senza precedenti di Lady D, amata in tutto il mondo. E quella volta che un uomo qualunque riuscì a intrufolarsi a Buckingham Palace e a fare quattro chiacchiere con la Regina ancora in pigiama.

C’è tutto questo (e molto altro) nella quarta stagione di “The Crown”, la serie di Netflix che racconta la storia dei Reali inglesi dall’incoronazione di Elisabetta (Olivia Colman) fino ai giorni nostri, ripercorrendo gli eventi storici che hanno segnato la Gran Bretagna nella seconda metà del Novecento e oltre. I nuovi episodi sono arrivati in streaming il 15 novembre e hanno già conquistato tutti, lanciando “The Crown” in cima alla classifica dei titoli più visti su Netflix.

All’epoca di Maggie
La quarta stagione racconta gli anni dal 1979 al 1990: inizia con la nomina a Primo ministro di Margaret Thatcher (per la stampa inglese di allora “Maggie”) e si conclude con le sue dimissioni. Come già successo nelle scorse stagioni, anche questa volta gli eventi storici si intrecciano con la vita privata e pubblica dei Reali inglesi. Inoltre fa il suo atteso ingresso in scena anche Diana Spencer (Emma Corrin), che incontriamo per la prima volta quando ha 16 anni e seguiamo fino ai primi, difficili anni di matrimonio con Carlo.

Come nella realtà
Anche questa edizione è curata in ogni minimo dettaglio. Basta guardare Gillian Anderson (sì, proprio l’agente Scully di “X-Files)” nei panni di Margaret Thatcher: così somigliante che sul set «faceva paura» ha detto Olivia Colman. Con la voce strascicata, la camminata rigida e lo sguardo severo è una copia perfetta della “Lady di ferro”. E non solo lei: Josh O’Connor si muove con la stessa postura ingobbita del principe Carlo e l’espressione timida di Emma Corrin nella scena in cui Diana e Carlo annunciano il fidanzamento ai giornalisti è la stessa di Lady Diana (cercate il filmato originale su YouTube: la somiglianza è sconcertante!).

Tutto è fatto su misura
A rendere “The Crown” così realistica non sono soltanto gli attori: anche costumisti, scenografi e sceneggiatori fanno la loro parte. Basti pensare che ci sono voluti 95 metri di tessuto e 100 di pizzo per ricreare l’abito da sposa di Diana in tutta la sua sontuosità. Emma ha avuto bisogno dell’aiuto di dieci persone per riuscire a indossare lo strascico (di 30 metri!), e l’effetto finale è a dir poco sorprendente. Una curiosità: a lavorare il pizzo del vestito è stato lo stesso team dello stilista David Emanuel che confezionò l’abito originale.

Tra storia e finzione
Iniziata nel 2016, “The Crown” è la serie Netflix più costosa di sempre: ogni stagione costa 130 milioni di dollari (13 milioni a episodio). In tutto sarà composta da sei stagioni, per una cifra totale davvero da capogiro. La serie non è propriamente una biografia di Elisabetta: lei è solo il nucleo attorno al quale si sviluppa la narrazione, ma la vera protagonista è la monarchia stessa (“crown” in inglese vuol dire proprio corona), un’istituzione antica che, però, continua a resistere ai tempi che cambiano, tra scandali interni e un mondo esterno sempre in evoluzione. Ma quindi, alla fine, “The Crown” racconta eventi reali? Sì e no. I fatti storici e di cronaca ricalcano la realtà, ma tutto ciò che avviene a porte chiuse, oltre i cancelli di Buckingham Palace, è invenzione.

Un’etichetta... reale
Invenzione sì, ma verosimile. Il creatore della serie, Peter Morgan, si avvale dell’aiuto di un consulente di protocollo reale, David Rankin-Hunt: lavora a Buckingham Palace da oltre 30 anni e aiuta la produzione ad assicurarsi che scene e dialoghi siano accurati per quel che riguarda l’etichetta reale. Riceve le sceneggiature, lascia appunti qua e là e si aggira sul set a sistemare dettagli apparentemente insignificanti come i fiori all’occhiello delle comparse (no alle rose, sì ai garofani).

Una corona, tante teste
“The Crown” si apre nel 1947 e si concluderà nei primi anni 2000. Per coprire un arco di tempo così lungo e rispecchiare il passaggio del tempo, servono più attori per lo stesso ruolo. Elisabetta, per esempio, è stata interpretata da Claire Foy nelle prime due stagioni e ora da Olivia Colman (già premio Oscar per aver interpretato la Regina Anna d’Inghilterra). Nelle due stagioni conclusive della serie, a vestire i panni della Regina sarà Imelda Staunton, la professoressa Umbridge di Harry Potter. «È fantastica» ha detto Olivia. «Vorrei non fosse così brava, nessuno si ricorderà più di noi dopo la prossima stagione!».