Torna “The Crown” e trema la Corona inglese

Il 9 novembre su Netflix arriva la quinta stagione della serie sui Reali britannici

7 Novembre 2022 alle 09:25

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Il 9 novembre arriva su Netflix la quinta stagione di “The Crown” (10 episodi disponibili tutti insieme), la serie più vista e discussa che narra le vite dei Reali inglesi. E se la morte della regina Elisabetta l’8 settembre l’ha riportata tra i primi dieci titoli in classifica, possiamo solo immaginare quanto siano alte le attese. Ora il re è Carlo III e Camilla (sua seconda moglie) è regina consorte. Ma cerchiamo di capire che cosa vedremo...

Dove eravamo arrivati alla fine della quarta stagione

La quarta stagione era terminata con la crisi irreversibile nel matrimonio di Carlo e Diana nel Natale 1990: lui non riusciva a stare lontano da Camilla, lei cercava di evadere dalla famiglia mostrando spesso problemi di bulimia. E in questo clima per nulla disteso parte la quinta stagione, che affronta la separazione (nel 1992) e poi il divorzio (1996) tra i due fino all’entrata in gioco di Dodi Al-Fayed, importante uomo d’affari e ultimo fidanzato di Diana. In questi anni il gossip è alle stelle: prima della separazione esce il libro di Andrew Morton “Diana - La sua vera storia” che rivela la sofferenza di Lady D; poi Carlo conferma la sua relazione extraconiugale e infine arriva la famosissima intervista di Diana alla Bbc (siamo nel 1995) durante la quale ammette che nel loro matrimonio erano in tre, includendo anche Camilla.

Ma non di solo gossip vive la Casa reale, quindi nella serie si affrontano anche momenti importanti della storia pubblica britannica come la nomina di John Major come Primo ministro, le conseguenze del crollo dell’Unione sovietica nel dicembre 1991 e la fine della centralità europea nel panorama internazionale.

La quinta stagione arriva fino a poco prima della tragica morte di Diana e Dodi Al-Fayed a Parigi il 31 agosto 1997 nella galleria de l’Alma: questo evento (incidente che probabilmente Netflix non mostrerà) rientra nella sesta stagione.

Il cast è tutto nuovo

Dopo Claire Foy e Olivia Colman nei panni della Regina, dopo le performance di Josh O’Connor in quelli di Carlo ed Emma Corrin, eccellente interprete di Diana (premiati con Golden Globe ed Emmy), è arrivato il momento di cambiare gli interpreti. Regina diventa Imelda Staunton, artista nota per “Il segreto di Vera Drake” di Mike Leigh, per essere stata la strega Dolores Umbridge in due film della saga di Harry Potter e Lady Maud Bagshaw nel film “Downton Abbey II”. Il ruolo di Carlo è dell’attore Dominic West, anche lui nel cast di “Downton Abbey II”, di “Tomb Raider” e nella serie “The affair”, mentre Diana è Elizabeth Debicki che abbiamo visto in “Tenet”. Infine Jonathan Pryce è il Principe Filippo, Lesley Manville è la principessa Margaret, Olivia Williams è Camilla.

Lo scossone più grande a un caposaldo Netflix come questo è stato dato dalla morte della regina Elisabetta II, fatto che ha fermato per qualche giorno la produzione della sesta stagione in segno di rispetto. Si continua a discutere, e sui giornali inglesi il dibattito che mette alla gogna la serie non si ferma: le accuse principali sono di mancanza di tatto e di plasmare la realtà per creare scalpore. E poi ci sono temi scomodi. Sulla graticola è la presunta relazione di Filippo con Penny Knatchbull, oggi contessa Mountbatten di Birmania, definita invece una “vecchia amicizia” e niente di più. Oltre al fatto che le vicende di Carlo e Diana continuano a riaprire ferite nella Casa reale.

Da ultimo, Jemima Khan, consulente alla sceneggiatura e amica di Diana fino alla morte, sembra essersi dissociata dalla serie (e aver rifiutato ogni compenso) perché il contenuto è «senza rispetto e compassione» verso Lady D.

Chi è Peter Morgan?

Dietro a questa grande macchina c’è Peter Morgan, creatore, sceneggiatore e produttore. La storia, quella inglese innanzitutto, non gli è certo sconosciuta: si è occupato della sceneggiatura di “The Queen - La regina”, film con Helen Mirren; ha scritto “Frost/Nixon”, diventato un film per la regia di Ron Howard. Per “The Crown” ha ottenuto un Emmy nel 2021 per la quarta stagione come Miglior sceneggiatura in una serie drammatica: «Quelle scene sono state difficili da girare e difficili da guardare» ha dichiarato. Proprio lui nel 2015 è stato nominato Comandante dell’ordine dell’impero britannico per i “servizi all’arte drammatica”. Era il 2015, appunto, e la tanto discussa “The Crown” (uscirà nel 2016) non era ancora sulla bocca di tutti.

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