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Si può fare: le foto dietro le quinte

Abbiamo visitato gli studi dove si lavora allo show di Carlo Conti: ecco le immagini del backstage

Foto: Backstage di «Si può fare»  - Credit: © Stefano G. Pavesi / Contrasto

29 Aprile 2015 | 13:10 di Stefania Zizzari

È domenica, il giorno della prova generale per lo show di Carlo Conti «Si può fare!». I 12 concorrenti arrivano agli studi Dear alla spicciolata, a partire da mezzogiorno. Nel corridoio Juliana Moreira, Costanza Caracciolo e Mariana Rodriguez chiacchierano e fanno a gara a chi ha più lividi e «ammaccature». Simon Grechi in camerino sistema la fasciatura alla mano sinistra prima di risalire sulla sua bici da «bike trial»: il primo giorno di allenamenti è caduto 22 volte. E poi c’è Pamela Prati che, sotto al costume da cancan, sfoggia una ginocchiera elastica. Qualcuno commenta: «Guarda che ci vorrebbe la giarrettiera, non la ginocchiera!». Insomma, gli studi Dear sembrano un campo di battaglia...

«Le prove sono difficili e gli allenamenti duri, ma il bello di questo show è che alla fine si possa dire “Si può fare!”» commenta Carlo Conti. «E finora i concorrenti ce l’hanno fatta, imparando discipline complicate in poco tempo. Anche prove all’apparenza facili richiedono un grande sforzo fisico e mentale. Penso ai piatti cinesi o al cancan. Oppure ai trampoli: vedrete, riusciranno ad andare pure su quelli!».

Il conduttore è molto soddisfatto del cast. «Giorno dopo giorno vedo i loro progressi, anche se aumentano i lividi e ci sono anche momenti di sconforto. Con una buona dose di incoraggiamento, però, si superano. E poi il rischio è calcolato, tutto è fatto in sicurezza. Figuriamoci, con un fifone come me in studio...».

In effetti qualche momento di apprensione in diretta c’è stato. «Nella prima puntata Tommaso Rinaldi era appeso a testa in giù, legato per la prova di escapologia, quando un piede gli è uscito dalla corda che lo teneva. Certo, noi siamo sempre pronti a intervenire, ma lì per lì ho avuto paura» confessa Conti. «Devo dire che ammiro molto i miei “concorrenti”: io non sarei mai in grado di fare quello che fanno loro».

Ci sono anche prove che Carlo non ha voluto inserire perché troppo pericolose: le evoluzioni con le motociclette, le attività col fuoco. «O il tuffo da 15 metri in una tinozza con un metro e mezzo d’acqua» scherza Conti. «Una prova da cartone animato: ecco, quella proprio... non si può fare!».