Simona Garbarino: «Sì, sono io… la terribile Madreh!»

Chi è l’attrice che recita con Marcello Cesena nella serie "Sensualità a corte", in onda su Tv8 nel "GialappaShow"

2 Luglio 2023 alle 09:08

Signora Garbarino, ma lei chi è?
«Una domanda a cui spesso vorrei sottrarmi».

In questo caso non può.
«Nasco come attrice, ma ho lavorato moltissimo come pedagogista teatrale e mi sono occupata di disabilità intellettiva negli adulti e nei bambini. Mi divido tra la parte artistica e quella formativa. Definirmi attrice sarebbe chiudere una serie di porte».

Senza parrucca e crinoline pochi la riconoscono e pochissimi sanno il suo vero nome. Simona Garbarino per gli spettatori è “Madreh”, con l’acca finale, feroce protagonista di “Sensualità a corte”, serie ideata da Marcello Cesena per gli show della Gialappa’s Band. Lei è la dama settecentesca che ogni volta che apre bocca grida al figliolo, il povero Jean Claude: «Maledetto!».

Le sue origini?
«Torriglia, un paese dell’entroterra genovese».

La prima volta sul palco?
«Da ragazzina ho fatto scuola di recitazione alla Sala Carignano di Genova, ospitava la tradizione del teatro dialettale. La gavetta è stata con quei tempi comici, eredità di Gilberto Govi».

Studi?
«Avevo interessi filosofici e letterari, sono stati il trampolino per specializzarmi in pedagogia teatrale. Un altro filone di lavoro».

Dalla pedagogia che cosa ha imparato per il mestiere di attrice?
«A darmi un equilibrio educativo. La pedagogia mi è servita per andare alla ricerca, per capire chi sono. E ancora, nonostante la veneranda età, continuo a cercare».

Con quali risultati?
«Citando la filosofa spagnola María Zambrano: “Siamo tutti problemi viventi in un tempo che non smette di passare”. Significa che ogni occasione è buona per capire delle cose di sé e per continuare a mettersi in discussione».

Ai suoi allievi cosa insegna?
«L’esercizio di rinnovare lo sguardo anche su cose già note. Emily Dickinson scriveva: “Io abito la Possibilità” con la P maiuscola».

Vent’anni fa l’incontro con Marcello Cesena.
«A quel tempo portavo sulle scene “I maneggi per maritare una figlia”, facevo la moglie di Gilberto Govi. Mi vide Mauro Pirovano, gli piacqui e mi segnalò a Marcello Cesena, che con lui faceva parte dei Broncoviz e cercava attori per un lavoro con la Gialappa’s».

Reazione a caldo?
«Panico. Non mi sentivo abbastanza preparata e all’altezza».

Però si presentò.
«Andai a casa di Marcello, mi fece accomodare in salotto, ci fu uno scambio di convenevoli, mi fece parlare, mi chiese delle fotografie e mi congedò. Tornai con le pive nel sacco».

E invece...
«Dopo due giorni mi chiamò: “Preparati, dopodomani sei sul set”. Senza aggiungere altro. Fu sul set che scoprii che avremmo dovuto indossare abiti settecenteschi e di cosa si trattava».

Capultata direttamente nel ruolo di Madreh.
«Mi sono affidata completamente a Marcello, facemmo una puntata zero, lui la inviò alla Gialappa’s fiducioso. Ed ebbe ragione».

Secondo le direttive di Cesena lei doveva essere: «Folle, plateale, anaffettiva».
«Folle perché la recitazione è sopra le righe e marcata. A livello umorale, Madreh è instabile, urla e fa follie e subito dopo cambia registro. Anaffettiva, perché se ne frega del figlio Jean Claude e lo vorrebbe morto».

Da pedagogista come descriverebbe il rapporto tra Madreh e Jean Claude?
«Psicopatologico, ma talmente oltre misura che risulta comico e surreale. Una madre così è inconcepibile, rompe una serie di tabù, schemi e aspettative».

Con parrucche e crinoline lei è irriconoscibile.
«In 16 anni è capitato solo un paio di volte di essere riconosciuta dalla voce e, confesso, è pure meglio. Conduco una vita riparata e posso fare altri lavori senza timore di essere messa in discussione».

Quanto impiega a trasformarsi?
«Il trucco dura una quarantina di minuti, poi mi bardano e mi preparano, tutto in un’ora abbondante. Già solo indossare il vestito e la parrucca mi trasforma in Madreh, è un personaggio più forte di me».

Quando al povero Jean Claude urla: «Maledetto!», che cosa pensa?
«Mi diverto tantissimo, è una rivalsa forte. Sul set Marcello è trainante, ma in quel caso divento io quella ipnotica».

Nella vita reale lei ha dei figli?
«No, sono madre, con la “acca” finale, solo sulla scena. Potrei dire di avere dei figli ereditati dal mio lavoro, i miei allievi, le persone che si sono formate con me».

Accanto a Marcello Cesena ha interpretato altri personaggi.
«Ho fatto Giovana, la vittima del cuoco Roland in “MonsterChef”. E alcuni video musicali rivisitati».

Uno su tutti: Laura Pausini.
«Quando ho fatto Laura Pausini molti hanno creduto che la protagonista fosse davvero lei. Erano i giorni dell’alluvione in Romagna e c’è stata una sorta di insurrezione: “Ma come, c’è un’emergenza e la Pausini si presta a questa cosa?”».

Infine è pure poetessa: ha pubblicato il libro “Poesie del risveglio”.
«Sono un’accanita lettrice di poesia, è una scrittura che va al cuore delle cose con immediatezza, ne ho letta tantissima e timidamente ho cominciato a scriverne».

Il linguaggio della poesia non si sposa molto con quello di Madreh...
«Se mi vedi in tv a fare Madreh e poi mi pensi a scrivere poesie sembro completamente dissociata. In tutto questo la Garbarino dove sta? È un po’ in tutte le parti. In fondo non siamo così catalogabili, ma siamo ovunque nelle piccole cose che facciamo».

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