Amori e inganni in “Terra amara”, la nuova soap turca di Canale 5

Dal 4 luglio, le peripezie di due innamorati negli Anni 70

30 Giugno 2022 alle 10:17

Dopo essere stata un successo in 50 Paesi, tra cui la Spagna, dove ha bissato gli ascolti di “Il segreto”, da lunedì 4 luglio arriva nel pomeriggio di Canale 5 l’avvincente soap turca “Terra amara”, che ha tutte le carte in regola per conquistare il pubblico.

Ambientata negli Anni 70, la storia vede protagonisti Yilmaz (Ugur Günes) e Zuleyha (Hilal Altinbilek). Lui è un meccanico, orfano e gran lavoratore. Lei è una dolce e bellissima ragazza impiegata in una sartoria. Innamorati, sognano di trascorrere la vita insieme. Ma un destino avverso scombina i loro progetti. Per ripagare i debiti di gioco del fratellastro Veli (Mustafa Acilan), la famiglia la promette in sposa a Naci (Muharrem Bayrak), un ricco e potente boss. L’uomo si rivela subito violento e spietato e, quando Yilmaz scopre che ha abusato di Zuleyha, lo affronta e per legittima difesa lo uccide. Senza soldi e ricercati dalla polizia, i giovani sono così costretti a fuggire e trovano rifugio nella campagna intorno ad Adana, dove vengono assunti come braccianti da una facoltosa famiglia del luogo. Per non correre rischi si fingeranno fratello e sorella, ma sarà una bugia che pagheranno a caro prezzo dal momento che Demir Yaman (Murat Ünalmis), figlio dei proprietari, si innamora a prima vista di Zuleyha. Da qui dovranno affrontare una serie di ostacoli, mentre la felicità sembrerà sempre più un miraggio.

«Per entrare nel personaggio ho chiesto consiglio ai miei nonni, che hanno vissuto in pieno gli Anni 70. Abbiamo avuto lunghe conversazioni sui costumi, e il modo in cui le persone vivevano in quel periodo» ha detto Hilal Altinbilek. E ha aggiunto Ugur Günes: «I sentimenti qui sono protagonisti. Di Yilmaz mi piace la sua anima pura, e poi il fatto che sia testardo, combattivo. E anche se detesto non farmi la barba per giorni, perché non voglio mai apparire trasandato, per una storia così bella mi sono sacrificato!».

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