Home TvSoap“Daydreamer” e “Come sorelle”, da Istanbul all’Italia per farci innamorare

“Daydreamer” e “Come sorelle”, da Istanbul all’Italia per farci innamorare

In Turchia le chiamano “dizi” e da noi registrano ascolti record: i segreti del fenomeno tv del momento

Foto: "Daydreamer": i protagonisti Demet Ozdemir (Sanem Aydin) e Can Yaman (Can Divit)

23 Luglio 2020 | 8:35 di Enrico Casarini

Grandi amori, momenti spassosi, splendidi panorami e un condimento musicale di pop dal sapore mediorientale: le soap turche stanno conquistando il pubblico italiano, e di Canale 5 in particolare. All’inizio toccò a “Cherry Season - La stagione del cuore”, andata in onda tra il 2016 e il 2017. Poi è stata la volta di “Bitter Sweet - Ingredienti d’amore”, il successo dello scorso anno che ci ha fatto conoscere il bellissimo Can Yaman. Mentre in questi giorni spopolano con super ascolti “Daydreamer - Le ali del sogno” e “Come sorelle”. Così anche il nostro Paese apprezza sempre di più un tipo di fiction che non conosce confini. E va conosciuto meglio.

L’etichetta, prima di tutto. Noi parliamo di soap, di fiction, ma in Turchia storcerebbero il naso. Vanno orgogliosi dell’originalità di questo genere che chiamano “dizi”, da “televizyon diziler”, “serie televisiva”. Nate tra gli Anni 80 e 90 nell’ancor giovane tv turca (Trt, la “Rai turca”, ha iniziato le trasmissioni televisive solo nel 1968), le dizi oggi sono viste in quasi tutto il mondo. Viene stimato che nel 2023 il valore annuo della loro esportazione toccherà il miliardo di dollari (circa 900 milioni di euro) e il palcoscenico dove raccolgono più applausi è il Sudamerica, la terra che ha inventato la telenovela.

Quali le caratteristiche di una dizi? La durata tipica della puntata settimanale è di due ore (in Italia le puntate sono divise solitamente in tre parti e vanno in onda quotidianamente) e la serie parte appena sono pronte le prime puntate. Poi, sulle reazioni del pubblico, autori, registi e attori plasmano questi racconti capaci di muovere decine di personaggi principali, con molta attenzione per le vicende familiari e, naturalmente, per gli amori contrastati e (apparentemente) disperati. Con grande soddisfazione del turismo turco, le dizi sono girate per lo più in esterni: Istanbul è la location principale, ma le dizi “visitano” i luoghi più belli del Paese.

Tutto questo parlare di amore e commedia non deve ingannare. Un altro confine abbattuto dalle dizi è quello degli argomenti: non mancano, infatti, dizi a carattere storico (la serie “Muhtesem Yüzyıl”, “Il secolo magnifico”, ha girato il mondo raccontando le imprese di Solimano il Magnifico, guida dell’Impero ottomano nel Cinquecento) e dizi d’azione come “The Protector”, lanciata da Netflix e giunta alla quarta stagione grazie alle imprese di Hakan (Çagatay Ulusoy), un antiquario che scopre di essere l’ultimo di una stirpe di supereroi con la missione di proteggere la città dalle forze del male.