Deacon Sharpe torna a “Beautiful” e subito scatta la rissa con Ridge!

Sean Kanan interpreta il perfido personaggio che sta per rientrare in scena dopo anni di assenza. Con le peggiori intenzioni...

28 Novembre 2022 alle 07:57

Ha una stretta di mano salda e indossa una camicia rosa che gli illumina il viso dorato dall’abbronzatura. Sean Kanan è in Italia perché presto lo rivedremo in “Beautiful” su Canale 5 nel ruolo di Deacon Sharpe, un cattivo storico della soap, uno dei numerosi ex di Brooke e papà di Hope. Ma non solo.

L’attore americano ha avuto un ritorno di fiamma per un altro personaggio che ha interpretato da giovanissimo: il “bad boy” del karate Mike Barnes del film “Karate Kid III”, che ricompare nella quinta stagione della serie tv “Cobra Kai” su Netflix, il sequel della mitica saga di arti marziali degli Anni 80 e 90.

La prima cosa che colpisce di Sean è l’amore per la moglie Michele («Si pronuncia Miscèl» spiega lei che lo guarda con occhi innamorati) e la passione di entrambi per il nostro Paese. «Nel 2012 siamo stati in luna di miele a Taormina, in Sicilia, e ora approfittiamo di questo viaggio di lavoro per andare a Firenze e a Viterbo, splendida città medievale. Ma il nostro sogno è quello di vivere a Capri» racconta lui in un italiano perfetto.

Lo parla molto meglio rispetto al 2006, quando ha partecipato a “Ballando con le stelle”. Ha continuato a studiarlo tutti questi anni?
«Per me imparare le lingue è come una terapia. Ogni giorno studio almeno un’ora e mi fa bene. Ho smesso con il russo, ma ho iniziato le lezioni di mandarino. Così ora posso rendermi ridicolo anche con i cinesi (ride)».

Facciamo un riassunto delle puntate precedenti. L’ultima volta che l’abbiamo visto, Deacon finiva in carcere. Dietro le sbarre è cambiato?
«Ha avuto cinque anni di tempo per riflettere su di sé. Quando sei circondato da quattro mura e in cella hai solo un letto, non c’è molto altro da fare. A me Deacon piace perché non è perfido al 100 percento: ha un suo senso dell’onore e vuole riconciliarsi con la figlia. Peccato che tutti gli altri, inclusa Brooke, non gli diano la possibilità di riscattarsi, perché hanno paura di lui».

Bisogna capirli: i Forrester hanno già un’altra gatta da pelare perché è appena tornata Sheila, nota pazza squilibrata. Evitano ulteriori guai.
«In effetti Deacon e Sheila hanno molto in comune, perché anche lei vuole riavvicinarsi a suo figlio, Finn. Non a caso tra loro nascerà un’amicizia a dir poco “strana”...».

Deacon non è nuovo ai ritorni in scena d’effetto. Si ricorda quando si presentò a sorpresa ricoperto di alghe? Lo credevamo morto, dopo che Quinn l’aveva buttato da una scogliera. Stavolta ha girato scene rocambolesche?
«Oh sì, ho fatto a botte con Ridge in una scena che in America su YouTube è già epica! Né io né il mio collega Thorsten Kaye abbiamo voluto controfigure anche se rischiavamo di farci male. Abbiamo un ego troppo grande: dovevamo farcela da soli!».

Però lei è avvantaggiato, dato che pratica arti marziali da una vita.
«Anche Ridge se la cava. Mi ha spinto contro un letto e mi ha quasi steso!».

Dalla sua passione per il karate è nato un libro: un manuale motivazionale che, tradotto dall’inglese, si intitola “Il metodo del cobra. Scatena la tua potenza interiore”. Perché l’ha scritto?
«A 50 anni ho vissuto un momento durissimo. Il lavoro non ingranava, ero in crisi, bevevo troppo, stavo scivolando nella mediocrità. Ma ho capito che non potevo aspettare il treno giusto, quel treno dovevo costruirlo io. Ammettendo i miei errori, mi sono scoperto più forte. E, come farebbe un sensei (maestro di karate, in lingua giapponese, ndr), con questo libro voglio condividere la mia esperienza per aiutare chi è in difficoltà».

Con determinazione ha ripreso in mano la sua vita. Nonostante la pandemia, ha lavorato tantissimo.
«Davvero, non mi posso lamentare. Ho girato due film d’azione con Bruce Willis, “La fortezza” e “Survive the game”, e la soap che interpreto con altre star e produco con mia moglie, “Studio City”, ha vinto tre Emmy».

Lavorare insieme con Michele fa bene alla vostra coppia?
«Facciamo un lavoro creativo e quindi ogni tanto c’è qualche frizione: non sempre la pensiamo allo stesso modo, ma è da lì che nascono le idee migliori. Però Michele ha molte più frecce al suo arco di me. Lei fa tutto bene, io no».

Avete una bella famiglia allargata. I ragazzi vivono ancora con voi?
«No, mia figlia Simone (21 anni) e i figli di Michele, le gemelle Ann Sophie e Juliet (23), Peter (29) e Giovanna (27) sono grandi ormai e sono tutti già usciti dal nido da un pezzo. Per fortuna, così possiamo fare i fidanzatini».

Per le cene romantiche chi cucina?
«Ci alterniamo, ma a me piacciono i piatti fusion, amo mixare, inventare».

Il suo piatto forte?
«La pasta alla “puttanese”, metà puttanesca piccante e metà ragù bolognese. Ci metto anche i capperi, le olive e a volte anche le melanzane».

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