Home TvSoapIl comico Lucio Caizzi entra a «Un posto al sole» e interpreta uno spassoso esperto d’arte

Il comico Lucio Caizzi entra a «Un posto al sole» e interpreta uno spassoso esperto d’arte

Attore e cabarettista napoletano, è l’ultimo arrivato nel cast della soap. È lui a interpretare Tiziano De Vita, il funzionario dei Beni culturali del museo di Capodimonte chiamato per sostituire Viola alla conduzione della trasmissione radiofonica sull’arte

18 Maggio 2018 | 17:14 di Gabriella Persiano

Attore e cabarettista napoletano, Lucio Caizzi è l'ultimo arrivato nel cast di «Un posto al sole». È lui a interpretare Tiziano De Vita, il funzionario dei Beni culturali del museo di Capodimonte chiamato per sostituire Viola (Ilenia Lazzarin) alla conduzione della trasmissione radiofonica sull'arte. «Finalmente un ruolo da intellettuale. Per me molto stimolante, visto che faccio l'attore per pigrizia» dice ridendo Caizzi.

Che tipo è Tiziano e quanto si rivede in lui?
«È dolce, ironico e romantico. Ci somigliamo molto, ad eccezione dei gusti in campo sentimentale. In particolare diventerà amico di Cerruti (Cosimo Alberti) e di Mariella (Antonella Prisco) e si innamorerà di uno dei due. Ma non vi dico chi...».

A proposito del mestiere d'attore scelto per pigrizia, sul set di Un posto al sole di sicuro non si sta tranquilli.
«Infatti. Non avevo mai lavorato in una soap e i ritmi sono frenetici, si girano cinque o sei scene al giorno. È come salire su una Ferrari: al primo errore ti schianti».

E come mai ha scelto di ?rischiare? così?
«Ero rimasto l'unico attore napoletano a non aver recitato in Un posto al sole. Adesso il mio curriculum è completo! (ride)».

Inoltre è tornato nella sua città...
«Sì, dopo circa 25 anni di vita romana, ho preso casa in centro. Mi divido, però, sempre tra Napoli e Roma dove lavoro ancora. Al momento sono impegnato con lo spettacolo teatrale Sono ancora vivo basato sulla mia vita artistica. Racconto anche di quando conobbi Gabriel García Márquez».

Che fortuna che ha avuto! Quando e come lo ha incontrato?
«Fine Anni 80, mi sono unito a Gianni Minà quando andò a Cuba per intervistare Fidel Castro. Uno di quei giorni all'ambasciata spuntò anche García Márquez e la mia attenzione si spostò dal Comandante allo scrittore. Eravamo lì, uno di fronte all'altro: lui con i suoi Cent'anni di solitudine e io con i miei ?vent'anni di zitellaggine? (ride), che ora sono diventati una quarantina!».

Quindi nessuna anima gemella?
«Mai trovata! Ho una meravigliosa relazione con me stesso: ci si ama tanto e ci si trova d'accordo!».

La sua carriera è iniziata in Toscana, con Conti, Pieraccioni e Panariello ai tempi di Vernice Fresca. Che ricordi ha?
«Naturalmente meravigliosi. Con Carlo Conti soprattutto non mi sono mai perso di vista. Per lui sono il terzo fratello dopo Leonardo e Giorgio e negli anni abbiamo spesso lavorato insieme».