Home TvSoap“Un posto al sole”: noi i primi a ripartire (ma con prudenza)

“Un posto al sole”: noi i primi a ripartire (ma con prudenza)

Dopo lo stop per il Covid, si girano le nuove puntate della soap di Raitre. Vi raccontiamo come

Foto: Ilenia Lazzarin ha rimesso la mascherina mentre ripassa il copione durante una pausa e anche Patrizio Rispo indossa la mascherina che toglierà solo al momento del ciak  - Credit: © Peppe D’Anna

02 Luglio 2020 | 9:15 di Tiziana Lupi

Come vi abbiamo anticipato la scorsa settimana, sui set delle fiction si sta tornando a lavorare dopo la quarantena imposta dal Covid-19. A permetterlo è la messa a punto di un protocollo con le norme necessarie per tutelare la salute di chi lavora. Tutto è più difficile, ma più sicuro. Per rendersene conto basta osservare le precauzioni prese sul set di “Un posto al sole”, la soap più longeva della tv italiana le cui riprese sono da poco ricominciate e le cui nuove puntate potrebbero andare in onda già il 13 o il 20 luglio.

Niente baci e abbracci
«È vero, le cose si sono complicate parecchio» ammette Renata Anzano, produttrice di Fremantle, la società che realizza la soap insieme a Rai Fiction e al Centro di Produzione Rai di Napoli. «Noi, però, siamo abituati all’emergenza. “Un posto al sole” è un prodotto industriale che non si può fermare. C’è riuscito il Covid, ma solo per un po’ di tempo». Poco meno di tre mesi, per la precisione, durante i quali gli autori hanno dovuto riscrivere le scene che sarebbe stato impossibile girare. Niente baci e abbracci, per intenderci, e quindi è stato necessario trovare qualche escamotage: «L’altro giorno Nina Soldano e io dovevamo girare la scena di un bacio appassionato» racconta Riccardo Polizzy Carbonelli, il misterioso e affascinante Roberto Ferri della serie. «Con i registi avevamo deciso che uno dei due avrebbe dato le spalle alla telecamera, indossando una mascherina con elastici invisibili da dietro la testa. Così non si sarebbe visto che il bacio, in realtà, non c’era. Pensavamo di avere superato il problema quando ci siamo resi conto che, oltre a indossare le mascherine, dovevamo anche stare distanti. E baciarsi con passione da lontano è tecnicamente impossibile». La questione è stata risolta con uno sguardo: «Gli spettatori vedranno i nostri personaggi guardarsi con un’intensità da cinema muto, tale da far capire che stiamo per baciarci».

Mascherine per tutti
Sul set di “Un posto al sole” le mascherine sono obbligatorie per tutti: attori, tecnici e registi (questi ultimi indossano anche la visiera). Gli attori possono toglierla solo quando girano una scena. E se ne girano tante nella stessa giornata, devono cambiarla dopo qualche ora. A tutti, all’arrivo sul set, viene misurata la temperatura e, nel caso di set esterno, anche la saturazione di ossigeno. Gli attori periodicamente fanno il tampone e inoltre non ci sarà nessun figurante. Quindi, per esempio, nelle scene ambientate al Caffè Vulcano non vedremo la consueta folla di avventori (rispecchiando così la realtà di questi giorni).

La busta degli abiti
Altro capitolo importante è quello della sanificazione. Dispenser di gel sono sparsi ovunque e chiunque arrivi sul set deve disinfettarsi le mani, anche più volte nel corso della giornata. I camerini degli attori vengono sanificati due volte al giorno (la mattina e la sera) e tutto ciò che utilizzano, dagli abiti agli oggetti di scena, viene consegnato in buste di cellophane in cui devono riporli dopo l’uso perché vengano sanificati nuovamente. Per molti di loro i camerini sono diventati anche la sala trucco visto che, almeno per il momento, non è prevista la presenza sul set di truccatori e parrucchieri: «Io mi sono portato da casa il phon, rigorosamente imbustato» racconta, ridendo, Polizzy Carbonelli. Per entrare, uscire e muoversi sul set, infine, sono stati allestiti percorsi differenziati per gli addetti di Rai e Fremantle, così come i bagni sono stati divisi non solo per genere ma anche per società di produzione.