Home TvSoap«Un posto al sole» raggiunge 5.000 puntate

«Un posto al sole» raggiunge 5.000 puntate

Un risultato storico. E Sorrisi ne parla con Patrizio Rispo, l’attore-simbolo della soap: «Festeggio cinquemila puntate in portineria»

Foto: Patrizio Rispo (a sinistra durante le prime puntate nel 1996, a destra nel 2018) ha cominciato la sua carriera facendo lo stuntman nel mondo del cinema.

04 Maggio 2018 | 14:45 di Tiziana Lupi

Sarà davvero una puntata speciale quella che gli spettatori di «Un posto al sole» vedranno venerdì 11 maggio. Innanzi tutto perché è la numero 5.000, un traguardo a dir poco storico per una produzione italiana; poi perché durerà un’ora, il doppio del solito; e poi perché Patrizio Rispo, che ne sarà il protagonista quasi assoluto, vivrà un’esperienza molto particolare che permetterà ai fan della soap di rivedere tanti personaggi del passato, ormai scomparsi dalla serie.

In attesa dell’appuntamento, Rispo ne approfitta per fare il punto con Sorrisi dei suoi «primi» 22 anni nei panni di Raffaele Giordano: «Qualche tempo fa ho fatto un conto: sa a cosa equivalgono le ore che ho recitato in tutto questo tempo sul set di “Un posto al sole”? A 1.700 film per il cinema. Meno male che, a suo tempo, ho preteso che il personaggio fosse cambiato rispetto a come era stato immaginato dagli autori, altrimenti da 22 anni reciterei in canottiera, come i portinai del dopoguerra nelle commedie di Eduardo De Filippo. Fin dalla prima puntata, invece, Raffaele è vestito bene, si interessa alle arti e alla musica classica. E in tutti questi anni non ha mai sbagliato un congiuntivo».

In realtà Raffaele Giordano era nato come un personaggio secondario.
«È vero, ma piano piano è riuscito a farsi amare dal pubblico e ha guadagnato uno spazio sempre maggiore. Ha i suoi momenti drammatici e quelli di commedia, non è una maschera, ma una persona come tante che incontriamo nella nostra vita. Ultimamente penso che mi piacerebbe fargli arrivare un po’ di ricchezza e, magari, anche un po’ di cattiveria, giusto per non fare sempre la parte del pover’uomo».

Questo vuol dire che voi attori intervenite in fase di sceneggiatura o in altri momenti della produzione?
«Noi che siamo in “Un posto al sole” fin dall’inizio viviamo una sorta di realtà parallela: la mattina arrivo nel centro di produzione Rai di Napoli e divento Raffaele Giordano. È normale fare qualche osservazione su ciò che gli sceneggiatori scrivono per i nostri personaggi».

Quando lei e i suoi colleghi avete capito che «Un posto al sole» sarebbe diventato un successo?
«Che diventasse un fenomeno di questo tipo, mai. 5.000 puntate non le avrebbe immaginate neanche il più ottimista. I primi tempi abbiamo vissuto tutti sul “chi vive” perché nel format originale australiano da cui è nato “Un posto al sole” i personaggi ruotavano, venivano cambiati appunto ogni due anni per movimentare la serie. Fortunatamente in Italia non è stato possibile cambiarci perché la gente si è affezionata a noi. Diciamo che dopo un paio di anni gli ascolti e, soprattutto, il pubblico variegato ci hanno dimostrato che eravamo riusciti a entrare nelle case di tanti italiani e che ci saremmo rimasti per un bel po’».

«Un bel po’» è riduttivo per definire 22 anni…
«Una vita. Ormai siamo diventati una famiglia. Io ho una moglie a casa da 15 anni. Quella sul set ce l’ho da più di 20 e la frequento più di quella vera. Eppure nessuno di noi attori si è ancora stancato degli altri. Abbiamo una chat su WhatsApp per rimanere sempre in contatto e ci vediamo anche fuori dal set».

E cosa fate quando ritornate ad avere il vostro vero nome?
«A me piace organizzare serate e attività durante le quali emergono anche qualità nascoste. Pochi sanno che nel cast abbiamo dei veri talenti: Michelangelo Tommaso, per esempio, che interpreta Filippo, sa cantare, imitare e ora, dopo avere partecipato a “Dance Dance Dance”, è diventato anche un ballerino. E Francesco Vitiello, che in “Un posto al sole” è mio figlio Diego, è stato per parecchio tempo uno dei nostri registi».

Sarà difficile girare per Napoli senza essere fermati dai fan.
«Ci siamo abituati, almeno io. C’è chi mi chiama Patrizio, chi mi chiama Raffaele, chi “o’ zio”. Qualcuno pensa anche che io sia un vero portinaio. L’altro giorno ero fermo per la strada, davanti a un portone, quando passa un tizio e mi dice: “Ma veramente fate il portiere!”. Il massimo, però, è successo a un funerale: ero lì per un parente quando mi si è avvicinato uno che era lì per un altro funerale e mi ha chiesto se potevamo farci un selfie!».

Ha mai pensato di lasciare «Un posto al sole»?
«Vista l’età, prima o poi forse mi dedicherò in maniera più strutturata alla politica, cosa che già faccio quotidianamente sui social. La richiesta di candidatura che mi era arrivata per le ultime elezioni l’ho rifiutata perché non volevo strumentalizzare la mia notorietà. Ma prima o poi arriverà il momento giusto».

Animali, matrimoni, armi: tutti i numeri di una serie mitica

• Attori in onda in ogni stagione 21 attori principali più 30/35 attori ricorrenti in più puntate

• Attori provinati fino a oggi 18.701

• Registi 10 in carica; 120 in 22 anni, tra cui Gabriele Muccino e Stefano Sollima

• Persone dietro le quinte circa 200 lavoratori continuativi tra Rai e FremantleMedia

• Ascolti in media intorno ai 2 milioni. In inverno raggiunge 2 milioni e mezzo

• Scene girate 86.663

• Comparse 87.832

• Matrimoni 36 (girati e mancati)

• Funerali 25

• Animali 30

• Bambini nel cast 30

• Baci 4.913

• Schiaffi 561

• Cestini e pasti 2.876.753

• Armi in scena 2.279

• Personaggi arrestati 36

• Location (oltre a Napoli) New York, Siena, Milano, Torino, Viareggio, Roma, Sant’Agata di Puglia, Brindisi, Lecce, Sorrento, Bologna, Palinuro, Bacoli, Procida, Ischia, Capri, Roccamonfina, Acqui Terme, Saint Vincent, Marina di Camerota, Palermo, Cervinia, Taurasi, Furore, Atrani, Cerreto Sannita, Massa Lubrense, Verona, Firenze, Pisa, Perugia, Caserta, Sant’Agata de’ Goti, Acciaroli