Home TvSoapVanessa Gravina e Roberto Farnesi: il Natale di «Il Paradiso delle signore»

Vanessa Gravina e Roberto Farnesi: il Natale di «Il Paradiso delle signore»

Il 25 dicembre si fa festa anche nel grande magazzino. Le due star della soap di Raiuno ci raccontano il loro Natale, quello per fiction e quello vero

Foto: Vanessa Gravina e Roberto Farnesi

20 Dicembre 2018 | 10:10 di Matteo Valsecchi

Il giorno di Natale si fa festa anche nel grande magazzino di «Il Paradiso delle signore». Le “veneri” sono tutte vestite di rosso e mettono i pacchetti sotto l’albero. Intanto Adelaide e Umberto, i personaggi interpretati da Vanessa Gravina e Roberto Farnesi, sono elegantissimi per la cena di gala. Proprio i due protagonisti della soap di Raiuno ci raccontano il loro speciale 25 dicembre.

Innanzitutto, cosa dobbiamo aspettarci da questa puntata natalizia?
Vanessa: «Da un lato c’è questo clima di gioia e tranquillità. Ma è solo una parentesi, perché poi arriverà una ventata di gelo. Si preparano grossi intrighi, “il tramone” come lo chiama uno dei nostri registi (ride)».
Roberto: «C’è da aspettarsene di tutti i colori. Per ora avete visto Umberto come un cinico uomo d’affari, ma in questi episodi la sua storia avrà una svolta passionale che rimescolerà un po’ le carte. E riguarderà anche Adelaide».

In questa foto avete degli abiti splendidi...
Vanessa: «Li adoro. Pensate che sono stati fatti su misura utilizzando dei tessuti dell’epoca».
Roberto: «Mia madre, che ha vissuto gli Anni 60, mi dice sempre che abbiamo dei costumi perfetti. Pensate che uno dei cappotti che indosso, un doppiopetto spigato, lo usò anche Vittorio Gassman...».

Invece voi cosa farete a Natale?
Vanessa: «Ho preparato un qualcosa di alternativo. Andrò con alcuni amici in uno stabilimento termale in provincia di Viterbo. E poi da lì si faranno delle escursioni alla scoperta dell’Etruria. Non faremo cenoni, ma solo un aperitivo. Tutto all’insegna del relax!».
Roberto: «Io, invece, farò un pranzo al ristoro la “Bottega del Parco” a Pisa, la mia città. È il locale che ho aperto con il mio amico Fabio Armani. Dopo tanti anni in cui siamo stati a casa, porto lì tutta la famiglia: saremo in 21».

Cosa rappresenta per voi questa festa?
Vanessa: «Io sono buddista e, per quanto stimi la figura di Gesù, percepisco meno l’aspetto religioso. Per me il Natale è un momento che ti dà la possibilità di avere tempo per te e per le persone che ti stanno vicine».
Roberto: «La bellezza del condividere qualcosa con i propri cari».

Qual è il vostro ricordo più bello o particolare legato al Natale?
Vanessa: «Quando avevo 15, 16 anni, mio padre lavorava nel campo del turismo e organizzava dei viaggi ai Caraibi. Allora se li potevano permette in pochi e noi avevamo la possibilità di andare a visitare quei luoghi lontani. Ricordo quelle partenze all’alba nella nebbia di Milano, dove vivevamo, e poi dopo qualche ora atterrare in isole meravigliose e mettere i piedi nella sabbia».
Roberto: «Purtroppo persi mio padre quando avevo 23 anni, a due giorni dal Natale. Fu un dolore enorme, ma quel dramma divenne l’occasione per costruire un legame ancora più profondo con mia madre e le mie sorelle. E quello, alla fine, è un pensiero positivo e confortante».

Albero o presepe?
Vanessa: «Albero, senza dubbio. Anche se non amo quelli troppo sfarzosi».
Roberto: «Anche per me l’albero. Quando ero bambino, mamma faceva un presepe bellissimo. Ci sono affezionato, ma alla fine è troppo impegnativo da fare tutti gli anni».

Qual è il piatto a cui non potete rinunciare?
Vanessa: «Le lenticchie, anche se  si mangiano di più a Capodanno. Sono sane e sono un cibo positivo».
Roberto: «Non ho un piatto preferito, ma i cibi della tradizione non possono mancare. Quest’anno sicuramente ci sarà una bella bistecca alla fiorentina».

Ma siete vittime dell’ansia da regalo?
Vanessa: «Lo ero da ragazza, ora non più. Ho comprato dei pensierini per le persone che lavorano con me, ma in generale i doni non hanno stagione. Li compro quando sento di volerlo fare».
Roberto: «Sono d’accordo con Vanessa: i regali devono essere fatti in modo impulsivo, quando ne hai voglia».