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11 Gennaio 2010 | 07:58

«Striscia» riparte con la supercoppia Greggio-Hunziker

Lui, il «signor Ezio», è una delle presenze più assidue della nostra tv fin dai tempi di «Drive in». Lei, Michelle Hunziker, è probabilmente la showgirl più talentuosa ed eclettica dello spettacolo di casa nostra (e non solo). Insieme, tornano alla guida di una corazzata come «Striscia la notizia»...

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«Striscia» riparte con la supercoppia Greggio-Hunziker

Lui, il «signor Ezio», è una delle presenze più assidue della nostra tv fin dai tempi di «Drive in». Lei, Michelle Hunziker, è probabilmente la showgirl più talentuosa ed eclettica dello spettacolo di casa nostra (e non solo). Insieme, tornano alla guida di una corazzata come «Striscia la notizia»...

11 Gennaio 2010 | 07:58 di Redazione

Ezio Greggio e Michelle Hunziker
Ezio Greggio e Michelle Hunziker

Lui, il «signor Ezio», è una delle presenze più assidue della nostra tv fin dai tempi di «Drive in». Lei, Michelle Hunziker, è probabilmente la showgirl più talentuosa ed eclettica dello spettacolo di casa nostra (e non solo). Insieme, tornano alla guida di una corazzata come «Striscia la notizia».
Come definireste la coppia professionale Greggio-Hunziker?
Ezio Greggio: «Un tandem molto ben assortito, composto da due elementi da sbarco. Parlo anche a nome di Michelle perché pure lei non scherza: sempre pronta a mettersi in gioco, a ridere, a divertire divertendosi».
Michelle Hunziker: «Alla base ci sono tantissima stima e un grande feeling. Qualsiasi cosa venga fuori durante le gag, ci “casca” sempre alla perfezione, perché ci vogliamo veramente bene».
Ma improvvisate oppure seguite un copione di ferro?
E.: «Come con Iacchetti, anche con Michelle andiamo molto “a braccio”. È ovvio che c’è un copione per sapere dove si va a parare ma, una volta stabiliti i punti di riferimento, tutto il resto nasce lì per lì. Mi piace sorprendere Michelle e prenderla in giro. E lei è bravissima…».
M.: «Per il 90 per cento quello che si vede è improvvisazione. D’altra parte il nostro lavoro è intrattenere le persone, alleggerire, strappare un sorriso. Spesso mi dicono: “Ma come fai a essere sempre felice quando sei in onda?”. E io rispondo: “Ci mancherebbe altro che non fosse così! Anch’io come tutti ho i miei zaini pesanti, però cerco di aprirli solo quando sono casa».
Perché, a distanza di tanti anni, «Striscia» non ha stufato e anzi continua a macinare record d’ascolti?
E.: «Perché si intuisce che c’è un gran lavoro di squadra e perché andiamo a rompere le scatole in casa e fuori, senza guardare in faccia nessuno».
M.: «”Striscia” è diventata un marchio di affidabilità e Ricci ha la capacità di rimanere sempre attuale ma sempre estremamente provocatorio. E comunque ha ragione Ezio: c’è tantissimo lavoro dietro. Io e lui siamo soltanto le “faccette finali”».
Greggio, perché la Hunziker piace a tutti?
E.: «Piace a tutti, ma non a me. Le confesserò un segreto: Michelle è pelosissima dalle rotule alle caviglie. Dovrebbe vedere le sue gambe, sembrano dei doposcì in pelliccia…».
Michelle, perché Greggio è così popolare?
M.: «Perché è autoironico e si sa prendere in giro. La gente si identifica in lui e “vuole” lui».
Il cinema è un’altra vostra grande passione comune. Lei, Greggio, sta per festeggiare un anniversario importante: nel 2010 saranno 30 anni dal suo primo film, «Sbamm!». Che effetto le fa?
E.: «È un bell’anniversario perché, se mi guardo indietro, di film ne ho fatti tanti e mi sono preso le mie belle soddisfazioni. Fino all’incetta di premi dello scorso anno per “Il papà di Giovanna” di Pupi Avati. Per i prossimi mesi ci sono due nuovi film in ballo. E c’è un altro anniversario di cui sono orgoglioso: la decima edizione del Monte-Carlo Film Festival da me ideato. Siamo stati i primi a dedicare una rassegna alla commedia e ci stiamo ritagliando un nostro spazio nel circuito dei grandi festival internazionali».
Michelle, «Natale a Beverly Hills» sta mettendo insieme grandi incassi e clamore per il fatto di essere rientrato nella categoria dei «film d’essai» ottenendo appositi contributi…
M.: «Sulla polemica non entro, in questo caso preferisco essere neutrale, svizzera. Non voglio alimentare la discussione perché sono già in tanti a parlare e comunque credo sia una cosa che riguardi il produttore. Del successo del film non posso che essere felicissima, perché quando ti capita di sposare il progetto giusto poi è sempre una gran bella soddisfazione. Merito del cast fortissimo e della “ricetta”. Sì, perché il film di Natale ormai è diventato un “marchio” come la Nutella o la Coca-Cola. Di Aurelio (De Laurentiis, produttore di «Natale a Beverly Hills», ndr) posso dire che è stato il primo a credere in me e a farmi crescere, e di questo lo ringrazierò sempre. Lo considero la mia famiglia cinematografica, così come Ricci rappresenta quella televisiva. Con Aurelio abbiamo fatto delle bellissime cose, adesso però mi voglio concentrare sulla commedia e per commedia intendo quelle di Muccino, Veronesi, D’Alatri. Tutti hanno paura di farla, a me invece piacerebbe molto… se arriva il copione giusto. Ma il mio sogno, molto più in là col tempo, è un film in costume».
Se non faceste «Striscia», cosa potreste fare in coppia?
E.: «Aprire un negozio di knödel, i grossi gnocchi di pane tipici del Tirolo. Io faccio l’impasto, lei il brodo».
M.: «Appoggio in pieno. Quando si comincia?».

di ALDO DALLA VECCHIA