Home TvTessa Gelisio: «Anche tra innamorati la pasta vince sempre»

Tessa Gelisio: «Anche tra innamorati la pasta vince sempre»

La regina dei fornelli ci racconta la sua passione per la cucina: «È al centro della mia vita e non mi stuferà mai!»

Foto: Tessa Gelisio felice nella sua cucina. Qui prepara i piatti che propone a “Cotto e mangiato”, la rubrica di “Studio aperto” che conduce dal 2011

05 Novembre 2020 | 12:26 di Solange Savagnone

Tessa Gelisio raddoppia. Da questa settimana, oltre all’appuntamento quotidiano con la rubrica “Cotto e mangiato” all’interno di Studio aperto, è tornata con “Cotto e mangiato - Il menù”. Diverse le novità e le conferme. Intanto c’è una nuova sigla, una sorta di rap per sottolineare l’importanza delle mascherine e del distanziamento.

Proprio per questo, Tessa nel programma ha sempre una bacchetta lunga un metro per tenere la distanza tra le persone: «L’ho ribattezzata “metrovirus”» ci spiega la conduttrice. «Abbiamo ancora la gara tra i giovani chef per aggiudicarsi una borsa di studio, ma con una modalità diversa: faranno le selezioni a distanza. Saranno filmati e le votazioni avverranno via social. C’è il menù stellato con Theo Penati. Io preparo le ricette con Renato Bosco, pizzaiolo gourmet. Lo chef Andrea Mainardi e il comico Gianluca De Angelis fanno come al solito i disturbatori, ci sono poi i “menù remix” con i grandi maestri della cucina… insomma, è un’edizione ricchissima per darvi tanti spunti e tenervi compagnia».

La cucina scandisce ogni momento della tua vita. Non ti stufa mai?
«No, il buon cibo non mi viene mai a noia, mi piace mangiare bene e lo faccio almeno cinque volte al giorno. Indipendentemente dal lavoro, vado fuori di testa se non mangio quando ho fame!».

Nemmeno dopo un giorno di riprese, quando registrate almeno sei puntate di “Cotto e mangiato”?
«Diciamo che in questo caso non ho fame perché mangiucchio tutto il giorno. Solo chi lavora con me non si stupisce più per quanto mangio».

Il tuo compagno è uno degli operatori del programma. Quindi neanche in amore “stacchi” dal cibo…
«Eh no, però va bene così. Altrimenti bisognerebbe cambiare fidanzato!».

Per distrarvi quali sono le vostre alternative a pentole e fornelli?
«A parte “Cotto e mangiato” abbiamo una cantina, un’azienda agricola in Sardegna che ci impegna molto, quanto la tv. Inoltre ho il mio blog e le mie attività legate all’ecologia. Poi c’è la vita extra-lavorativa: Massimo e io amiamo molto viaggiare, facciamo passeggiate nella natura. La sera guardiamo un film. Ci piacciono i thriller ma non ricordiamo mai i titoli e così finiamo per scegliere sempre gli stessi».

Torniamo alla cucina. Ricordi la tua prima ricetta?
«Avrò avuto 11 anni e con mia nonna, che è stata la mia maestra, ho imparato a fare le lasagne alla bolognese. Ogni domenica andavo da lei per imparare a cucinare perché già da allora amavo mangiare».

C’è una ricetta particolarmente importante nella tua vita?
«Forse il risotto. Mia nonna non lo faceva, essendo una sarda trapiantata in Toscana. Così ho imparato a farlo in Lombardia e mi viene molto bene».

C’è qualcosa che non ti riesce?
«Le paste risottate. Non vengono mai cremose come spero. Non so perché».

Che cosa ti prepari invece nei momenti di sconforto?
«Anche se non sono una super golosona, adoro il tiramisù, le cheesecake ma soprattutto le torte di pan di spagna con crema, panna e cioccolata».

La ricetta che hai inventato e di cui vai più fiera?
«In cucina non si inventa nulla, diciamo che io rielaboro le ricette. Ho cucinato tantissimi piatti per “Cotto e mangiato”. Il problema di fare un programma dove inventi tu le ricette, cinque alla settimana, e dove sei arrivata alla decima edizione, è che i piatti che ti sono piaciuti tanto non li rifai più perché devi prepararne sempre di nuovi. Massimo mi rimprovera per questo. Anche perché quando non registro o provo un piatto, mangio semplicissimo: verdure al vapore, cose grigliate o al forno, altrimenti peserei 120 chili!».

E per dare una coccola al tuo compagno, che cosa gli prepari?
«Massimo ama le ricette sarde e la pasta: quindi non c’è niente di meglio dei Malloreddus alla campidanese. Se volete vi spiego come si fanno...».

Malloreddus alla campidanese

Ingredienti: 280 grammi di salsiccia, 400 grammi di pelati, 500 grammi di malloreddus, una fetta di cipolla, due spicchi di aglio, pecorino, parmigiano, alloro, vino bianco e olio extra vergine di oliva.

Procedimento: Mettete in una padella la cipolla affettata, i due spicchi di aglio schiacciati e l’olio. Aggiungete la salsiccia a pezzi e rosolate. A questo punto sfumate con il vino bianco. Una volta evaporato il vino aggiungete i pelati, coprite e fate cuocere a fuoco medio-alto qualche minuto. Appena il vostro sughetto raggiunge il bollore abbassate la fiamma e cuocete per 40 minuti allungando, se serve, con dell’acqua. Due minuti prima del termine della cottura aggiungete una puntina di alloro. Fate cuocere la pasta, scolatela e amalgamatela con il sugo. Aggiungete infine il pecorino grattugiato e il parmigiano.