Home TvTessa Gelisio: «La tv? La faccio da casa. Grazie al mio fidanzato»

Tessa Gelisio: «La tv? La faccio da casa. Grazie al mio fidanzato»

Continua a produrre i video delle ricette per "Cotto e mangiato" nella sua cucina. Come ci riesce? Semplice...

Foto: Tessa Gelisio e il fidanzato Massimo Pusceddu

10 Aprile 2020 | 9:30 di Stefania Zizzari

Tutto, o quasi, è fermo a causa del coronavirus, ma Tessa Gelisio no. La conduttrice continua a realizzare regolarmente i servizi per “Cotto e mangiato”, il suo programma di cucina in onda all’interno di Studio Aperto, il tg di Italia 1. Sono video impeccabili, che non hanno l’aria casalinga di tutti quelli che si vedono in questo periodo.

Tessa, come fa?
«Ho un segreto: un fidanzato operatore professionista, con cui sto vivendo l’isolamento (ride)».

Ecco come si spiegano i filmati professionali… ha un asso nella manica!
«Io e Massimo (Pusceddu, ndr) ci siamo conosciuti e innamorati una ventina d’anni fa quando facevamo il programma “Pianeta mare”. Lui era uno degli operatori. E tuttora lavoriamo insieme a “Cotto e mangiato”».

Come vi siete organizzati?
«La differenza è che normalmente quando registriamo i servizi c’è una squadra di otto persone che include un altro operatore, un assistente alla regia, la produzione… ora siamo solo noi due, ci arrangiamo e portiamo avanti la trasmissione. Ci mettiamo il triplo del tempo ovviamente, anche perché non abbiamo tutte le altre competenze professionali specifiche, ma lavorando da tanti anni in tv riusciamo a cavarcela».

Avete allestito un set in casa?
«Sì, è la nostra cucina. Due giorni alla settimana, in genere il mercoledì e il giovedì, la prepariamo e registriamo le puntate. Riusciamo a farne tre al giorno».

Avete un programma di lavoro rigoroso?
«Sì. Ci alziamo verso le 7.30. Massimo va in cucina a preparare il set: deve sistemare le luci, i cavi, le cinque telecamere, i monitor e tutta l’attrezzatura. Poi bisogna togliere gli oggetti, in genere i piccoli elettrodomestici che utilizziamo nella nostra quotidianità, che però non vanno bene in trasmissione: siamo all’interno di un telegiornale e non possiamo mostrare marchi. E poi bisogna chiudere le finestre. Per fare tutto impiega tre ore più o meno».

Perché chiudete le finestre?
«Non ci deve essere luce da fuori perché durante il giorno cambia e le immagini risulterebbero non uniformi, allora siamo al buio, solo con le luci del set».

E mentre il suo fidanzato allestisce lei cosa fa?
«Mi preparo io e poi passo a preparare gli ingredienti per realizzare la ricetta: li peso, li pulisco, li taglio, li sistemo nelle ciotole così da essere pronta al momento di cominciare la ripresa. Andiamo avanti fino alla sera. Gli altri giorni della settimana li dedico invece a pensare alle ricette».

Ha delle attenzioni particolari in questo periodo?
«Utilizzo pochi ingredienti e facilmente reperibili. Quando vado al supermercato a fare la spesa, in media una volta a settimana, vedo quello che si trova e quello che non si trova. Il lievito di birra fresco ad esempio è difficile da recuperare, così come alcune farine. Allora nelle mie ricette uso il lievito secco e la farina che ho trovato, ma dò tutte le opzioni. Quindi butto giù delle idee, mi segno gli ingredienti e compro sempre il doppio di quello che serve perché tutte le ricette le testo prima, così da poterle aggiustare se serve nella grammatura, nel procedimento o nel tipo di cottura. Normalmente a “Cotto e mangiato” propongo lavorazioni veloci e pratiche, ma in questo periodo suggerisco anche ricette che richiedono un po’ più di tempo, come il pane o la pizza: tanto siamo a casa e non abbiamo fretta».

Lavorare con il proprio compagno in una situazione così insolita è piacevole o porta a delle discussioni?
«In effetti litighiamo un po’ di più (ride). Ci ritroviamo a fare cose che in genere non facciamo e l’altro attacca. Ad esempio, io gli dico: “Non vedi che le luci sono sbagliate?”. E lui: “Ma come l’hai pulito il piatto?”. In altri momenti non succederebbe, ora abbiamo appigli per fare battute su tutto. D’altronde svolgendo in due il lavoro che normalmente si fa in otto ci sono alti margini di errore».

Le si è mai bruciato qualcosa?
«No, ma magari salto dei passaggi nei procedimenti. A volte, registrando più ricette contemporaneamente per sfruttare i tempi morti, dimentico di cambiare vestito…».

E dopo, mangiate quello che avete cucinato?
«Certo! Ho ridotto un po’ le porzioni ma mangiamo tutto e quello che resta lo surgelo. Ho un surgelatore grande, a pozzetto, che in questo periodo è provvidenziale».

Considerando che una ricetta prima la sperimenta e poi la realizza per le riprese, vi tocca mangiare la stessa cosa due volte di seguito.
«Infatti. A Massimo non piace molto ma è proprio così…».

Lui è bravo in cucina?
«Prima, da buon uomo sardo, amava fare solo le grigliate. Da qualche anno invece gli è venuta la passione per la cucina e devo dire che è molto bravo».

C’è un piatto che lui prepara meglio di lei?
«Le patate al forno gli vengono meglio, ne azzecca la cottura perfetta: croccanti fuori e morbide dentro».

Cosa consiglia a coloro che in questo periodo fanno dei video di ricette ma non hanno un fidanzato operatore in casa?
«Il trucco è la luce, è fondamentale. Deve essere omogenea, calda e fate attenzione alle ombre».

A parte le sue ricette, cosa bisogna mangiare per mantenere il buonumore durante l’isolamento forzato?
«Il cioccolato fondente sopra il 70%. Senza esagerare con le quantità, ma è scientificamente provato che il cioccolato fa bene all’umore».