“Tú sí que vales”, “Ballando”, “Tale e quale” e “X Factor”: le vere star sono i giudici!

Il critico televisivo Giorgio Simonelli analizza per Sorrisi i segreti dei “giurati” di quattro trasmissioni amatissime

4 Novembre 2022 alle 08:25

Voi guardate “Tú sí que vales” per vedere i concorrenti o per Maria De Filippi? E a “Tale e quale show” vi divertono più le imitazioni, la gara o i costumi (e i discorsi) variopinti di Cristiano Malgioglio? La domanda non è oziosa. «Con l’esplosione dei talent show il ruolo della giuria è diventato sempre più dominante» spiega Giorgio Simonelli, critico televisivo e docente dell’Università Cattolica di Milano. «Possiamo dire che è nata una nuova figura dello spettacolo: quella del “giurato”. Ci sono cioè personaggi che ormai sono molto più popolari come giudici che per il loro ruolo originario: penso a Mara Maionchi, Ivan Zazzaroni o perfino Fedez».

Attenzione però: «Per creare una giuria che conquisti gli spettatori non basta mettere insieme un po’ di personaggi famosi; è essenziale che ci sia un raffinato bilanciamento dei ruoli. Uno fa il “buono” e l’altro il “cattivo”, uno “l’autorevole” e l’altro il “Giamburrasca”... Se il mix è giusto, il successo è assicurato». Vediamo allora quattro giurie a cui il successo non manca!

Tú sí que vales

Secondo Simonelli «questo è un perfetto esempio di giuria-spettacolo. Perché è chiaro che le vere star del programma sono loro: i concorrenti vanno e vengono, mentre a giudicarli ci sono veri e propri monumenti della tv come Maria De Filippi, Gerry Scotti e Sabrina Ferilli. Gli unici che si concedono ogni tanto la parte dei guastafeste sono Rudy Zerbi e Teo Mammucari, ma sempre con moderazione». La scoppiettante Sabrina Ferilli, in qualità di “giudice popolare”, contribuisce ad alzare ulteriormente il tasso di allegria. «Questa, più che una giuria, è un’istituzione» prosegue Simonelli. «E si rivolge a un pubblico popolare e appassionato, che si affeziona ai suoi eroi. Del resto, data la varietà delle esibizioni non serve una competenza specifica, ma il fiuto per il palco. Non giudicano il dettaglio tecnico, ma la capacità di emozionare e stupire. ¬E non è facile stupire questo gruppo!».

Ballando con le stelle

Qui «l’unica vera esperta è Carolyn Smith e quindi troneggia “super partes”» dice il critico e docente universitario Giorgio Simonelli. «Gli altri si fanno amare per la passione che ci mettono. Mariotto sembra estraneo, ma porta un tocco di originalità; Zazzaroni è il piacione un po’ narciso ma di bella presenza; Canino è divertente; Lucarelli fa la monella con i suoi “zero”. E se ci scappa la lite non la disdegnano. Anche perché gli spettatori che si “scandalizzano” sono proprio quelli che si divertono di più (gli altri, semmai, cambiano canale)».

Tale e quale show

Se il giurato di un altro programma «si concedesse metà delle stravaganze e delle licenze di Malgioglio, lo avrebbero già cacciato» dice Simonelli. «Ma lui ormai fa la parte dello zio un po’ fuori di testa di ogni famiglia: è pittoresco e ci diverte, perciò gli perdoniamo tutto. Panariello riporta l’equilibrio con la sua ironia. E poi c’è Loretta Goggi, la vera esperta, perché è una imitatrice bravissima: una presidente-ombra. L’aggiunta di un giurato-imitatore diverso a ogni puntata sottolinea il tono giocoso dello show».

X Factor

Ecco invece, dice Simonelli, «una giuria che cambia continuamente i suoi membri con un certo coraggio. Rkomi e Dargen D’Amico, che mi piacciono molto, potrebbero essere come l’Atalanta, o dovrei dire l’Udinese, la rivelazione della stagione calcistica. Poi ci sono Fedez, una garanzia, e Ambra, che ogni volta sorprende tutti e ci costringe a dire: “Brava però! Non sapevo che sapesse fare anche questo”. Il tasso di competenza è alto, sia perché devono giudicare un talento preciso, quello per la musica, sia perché i quattro giudici sono anche coach e ognuno ha la sua squadra di concorrenti (e la sottile rivalità che ne nasce aggiunge un divertente elemento di ”gara nella gara”). È uno show rivolto ai giovani e quindi si rinnova ogni anno e tocca punte insolite di tensione: perché a “Ballando” o “Tale e quale show” spesso si scherza e ci si diverte. Ma vincere “X Factor” può cambiarti la vita».

Seguici