Home TvVideogiochiPlayerUnknown’s Battlegrounds: si gioca in 100, tutti contro tutti

PlayerUnknown’s Battlegrounds: si gioca in 100, tutti contro tutti

L'ultimo fenomeno dei videogiochi in multiplayer online risponde al nome di "battle royale", ovvero una gigantesca battaglia che vi vede lottare per la sopravvivenza su di un'isola. Ne rimarrà soltanto uno, il vincitore

31 Gennaio 2018 | 18:05 di Paolo Paglianti

Più "abitanti" del Nepal, un po’ meno dell’Arabia Saudita: PlayerUnknown’s Battlegrounds ha raggiunto una popolazione di oltre 27 milioni di giocatori, con punte di tre milioni (l’equivalente di una metropoli) di giocatori in contemporanea sui server PC di questo sparatutto online.

Le regole sono molto semplici: salite su un aereo e vi paracadutate sull’isola di PlayerUnknown’s Battleground (PUBG, per gli amici), un’area di 8 x 8 km in cui si alternano vallate verdi, laghetti e qualche piccola cittadina. Il primo obiettivo è quello di esplorare l’area attorno a voi e trovare un’arma. Una mazza da baseball, una pistola, magari un fucile se si è fortunati. Questo perché sull’isola si sono paracadutati altri 99 giocatori e alla fine solo uno sopravviverà. Non c’è il “secondo posto”: è tutti contro tutti.

Certo, potete formare dei gruppi e delle alleanze. Anzi, a dire il vero PUBG è molto più divertente se giocato con qualche amico: potete organizzare degli attacchi combinati. Oppure, uno esplora l’interno di un edificio e l’altro sta di guardia fuori, davanti alla porta, per evitare che qualche altro giocatore vi sorprenda mentre state rovistando nell’abitazione. Potete anche “curarvi”, nel caso finiate dalla parte sbagliata di un bastone o di un mitra. Però l’essenza non cambia: voi e i vostri amici dovrete essere gli ultimi a rimanere in piedi.

L’isola è molto grande: 100 giocatori in un’area di 64 Km quadrati non si incrociano facilmente, all’inizio. Tuttavia, il gioco restringe continuamente il territorio. Un cerchio azzurro visibile sulla mappa generale riduce progressivamente le dimensioni dell’area in cui potete muovervi: se il “limite” elettrico del cerchio vi raggiunge, sono guai amarissimi.

Per fortuna, ci sono anche dei veicoli, che potete usare per spostarvi più velocemente e mettervi al riparo dal confine elettrificato auto-restringente: naturalmente, il rovescio della medaglia è che attirano l’attenzione di tutti i giocatori vicini, perché un motore si sente da lontano e un’auto non è mai più veloce di un proiettile.

Quando l’area di gioco si fa molto ridotta, è impossibile non incappare negli altri giocatori e nei team sopravvissuti: nell’ultima decina di minuti, il gioco tira un po’ le somme della sfida. La squadra più numerosa, il giocatore più abile, quello meglio armato si affronteranno in un duello all’ultimo sangue. L’ultimo a stare in piedi sarà il vincitore: il tempo di godersi l’attimo di gioia e poi l’isola si resetterà e torneremo a paracadutarci, praticamente nudi, per un nuovo duello.

PlayerUnknown’s Battlegrounds è un gioco “indie”: lo testimonia la grafica molto cruda, ben lontana dal fotorealismo dei giochi più recenti. I milioni di giocatori che popolano i server del gioco non lo hanno scelto per la qualità grafica o il sonoro avvincente: è il sapore della sfida, del tutti contro tutti. Entrare in una casa e sapere che se c’è qualcun altro sarà un combattimento all’ultimo sangue. La delusione di venire uccisi in una partita, la soddisfazione di sopravvivere un po’ più a lungo in quella successiva. Come abbiamo detto, giocato da soli contro estranei è divertente; insieme a un manipolo di amici che vi coprono le spalle è tutto un’altra dimensione.

La versione su PC è “formalmente” completa (anche se viene costantemente aggiornata); quella su Xbox One è ancora "acerba" ed è una beta. Nonostante questo, costa 29,90 euro. D’altra parte, quasi 30 milioni di giocatori non possono aver preso un abbaglio, no?