Home TvVIttorio Brumotti: «Ora vi insegno ad andare (bene) in bici!»

VIttorio Brumotti: «Ora vi insegno ad andare (bene) in bici!»

Lo spericolato conduttore di Paperissima Sprint ci racconta la sua passione per le due ruote e dà alcuni consigli agli aspiranti ciclisti

Foto: Vittorio Brumotti all'Expo  - Credit: © PIGI CIPELLI

30 Luglio 2015 | 17:25 di Solange Savagnone

A Paperissima sprint lo vediamo sfrecciare con la sua bici su muretti, rampe, scale. Nessun ostacolo lo ferma. Nessuno, tranne i fan. I quali non solo lo bloccano lungo il Decumano dell'Expo, dove quest'anno è ambientato il programma di Canale 5, ma anche per strada. «Non avete idea di quello che fa la gente quando mi riconosce mentre vado in bici. C'è chi mi taglia la strada o si blocca in galleria per chiedermi un autografo o un selfie» spiega Vittorio Brumotti. Il campione di bike trial è da poco entrato anche nella squadra di ciclismo su strada di Ivan Basso e Alberto Condador, la Tinkoff Saxo. E non solo come uomo immagine: «Ci alleniamo insieme, magari non sono alla loro altezza, ma spero di fare qualche gara con loro come gregario».

Vuole dire che l'anno prossimo la vedremo al Giro d'Italia?
«Non credo, ho appena iniziato. Ma sto ottenendo grandi risultati. Sono contento».

Quindi chi meglio di lei può darci consigli in materia di bicicletta?
«Infatti con Antonio Ricci, il papà di ?Striscia?, stiamo pensando di partire in autunno con uno spazio riservato al mondo delle bici, visto che per colpa della crisi le vendite si sono impennate e la gente pedala molto di più. Il problema è che in Italia non c'è la cultura e il rispetto delle regole che invece hanno altri Paesi».

Allora anticipiamo «Striscia» e iniziamo con qualche dritta. Partiamo dai più piccoli.
«Prima un appello ai genitori: non state troppo addosso ai vostri figli. Il momento in cui passano dalle rotelle alle due ruote è magico, perché i bambini assaporano per la prima volta la libertà. Quindi, non rovinatelo trasmettendo loro le vostre ansie e paure. È vero che i bambini non sono di gomma e si possono fare male. Ma basta fargli indossare casco e ginocchiere e, se sono imbranati o temerari, il caschetto chiuso».

Lei però il casco non lo indossa.
«Per quello che faccio io non serve, anche perché se dovessi cadere da 300 metri? Inoltre devo essere libero nei movimenti e preferisco evitare accessori che potrebbero alterare l'equilibro, che per la mia disciplina è fondamentale».

Non ha paura che per fare come lei i suoi giovani fan si facciano male?
«Io lo dico sempre: non imitatemi! Faccio cose estreme, ma ci sono arrivato con il tempo e tanto allenamento. Per i bambini rappresento un super eroe come Superman, ma solo perché lui sa volare non devono provarci anche i suoi fan. È compito dei genitori spiegare la differenza tra un professionista e uno normale».

Tra i normali ci sono i vacanzieri che pedalano solo in vacanza.
«Sono i più pericolosi. Vanno in bici in infradito, con il telefonino, magari in due o più persone. E non rispettano il codice della strada, soprattutto i divieti. Vanno contromano, attraversano sulle strisce (è vietato!) e pensano di essere pedoni. Ma non è così».

Anche tanti anziani scelgono le due ruote.
«Sono i più teneri. La maggior parte di loro non ci va per passione ma perché non ha soldi. Ci sono, però, regioni dove invece l'uso della bici fa parte della loro cultura, come in Veneto e in Emilia Romagna. Non a caso Tinto Brass ha ambientato il film Monella in quelle zone».

A proposito di... amore, andare in bicicletta serve per fare conquiste?
«Penso di sì, aiuta a mettersi in mostra. Io, per esempio, per sedurre Giorgia facevo il galletto, esagerando apposta per farmi guardare da lei. Le ragazze notano e apprezzano lo scatto e la forma fisica. Oggi, poi, piacciono i ragazzi che usano le bici ?a scatto fisso?, quelle senza cambio e senza freni. Vanno nei locali alla moda in bici, vestiti bene, e fanno colpo».

E se va male almeno si tengono in forma.
«Il ciclismo su strada spopola ormai anche tra le donne, che pedalando combattono la cellulite e hanno gambe più affusolate. Ma la bici non serve solo per farsi belli e stare bene: è una passione».

Per finire ci dia tre rapidi consigli adatti a tutti.
«Pedalate la mattina presto o la sera dopo le 19, quando c'è meno traffico. Usate strade secondarie. E se iniziate ora, continuate anche durante l'anno».