Home TvWind Music Awards: intervista a Carlo Conti e Vanessa Incontrada

Wind Music Awards: intervista a Carlo Conti e Vanessa Incontrada

La chiacchierata integrale con i due conduttori dell'evento musicale in onda su Raiuno

Foto: Vanessa Incontrada e Carlo Conti  - Credit: © Marco Rossi / Photomovie

04 Giugno 2015 | 16:30 di Solange Savagnone

Gli Wind Music Awards sono una serata speciale. Unica. Perché, come spiega Carlo Conti: «Ci saranno campioni assoluti, quelli premiati dalle vendite e quindi i più amati dal pubblico. È una rassegna che premia i cantanti che hanno venduto più dischi». Quindi, i più amati. «La particolarità di questo evento è che si esibiscono artisti che magari in altri festival non vanno neanche» aggiunge Vanessa Incontrada.

Giovedì 4 giugno dalle 21.10 la serata sarà trasmessa in diretta dall’Arena di Verona, che sul suo storico palco farà risuonare le note dei più grandi successi degli ultimi 12 mesi con le performance delle stelle della musica italiana (sotto, alcuni di loro) e straniera. Per il secondo anno consecutivo il premio speciale «Earone Airplay» sarà assegnato a Ligabue, in quanto artista con il maggior punteggio nella classifica dell’airplay radiofonico tra maggio 2014 e maggio 2015.
 
Wind Music Awards: quattro edizioni insieme. Qual è l’alchimia della vostra coppia?
Vanessa: «Ci sono una grande stima e rispetto reciproci. Anche se ci frequentiamo poco, ci basta stare insieme 5 minuti ed è come se ci fossimo lasciati il giorno prima. Lui fa la parte più istituzionale io, invece, il gobbo non lo vedo neppure, essendo astigmatica e intollerante alle lenti a contatto, quindi improvviso. Sia con Carlo che con gli artisti. Ci troviamo bene insieme è come scherzare nel salotto di casa».
Carlo: «Confermo, la spontaneità è la prima cosa. Io sono un battitore libero che va a braccio e non so lavorare in coppia. Con Vanessa in realtà non facciamo i conduttori ma presentiamo semplicemente i cantanti come se fossimo due dee jay e ci capiamo al volo. L’unica cosa che va sul gobbo è la scaletta per ricordarmi la scansione degli ospiti, ma non c’è niente di scritto, anche perché essendo autore e capo progetto di tutti i miei programmi so quello che va in onda e perché».

Cos’ha di speciale questa kermesse rispetto ad altre?
V: «È una sola serata, in diretta, alla quale partecipano tutti più grandi cantanti italiani del momento, oltre e qualche straniero, che magari negli altri Festival non si esibiscono. Ognuno canta al massimo due brani per la gioia di ogni pubblico, dai bambini ai nonni».
C: «Ci sono campioni assoluti, quelli premiati dalle vendite e quindi i più amati dal pubblico. È come se fosse un consuntivo di fine anno, una rassegna che premia quelli che hanno venduto di più».

Sono nate delle amicizie con gli artisti che si esibiscono?
V: Sì, in particolare con Biagio Antonacci, un uomo di grande energia, che chiamo scherzosamente papà, avendo lui l’età di mio padre!
C: In realtà conosco più o meno tutti.  Alcuni li ho avuti anche ospiti nelle mie trasmissioni. Diciamo che da un paio di anni ho scoperto il mondo dei rapper, la loro forza e intelligenza, freschezza e energia, da Fedez e Emis Killa ai Club Dogo e ho imparato ad apprezzarli»

Che ruolo ha la musica nella tua vita?
V: Importantissimo, ho iniziato a lavorare nel mondo della musica a 18 anni con Superclassifica show e ho tanti amici tra i cantanti.
C. Fondamentale. Ho iniziato come dee jay in radio. Fare trasmissioni musicali come “I migliori anni”, Sanremo o i WInd Musica Awards è un ritorno alle origini»

Sono cambiati i tuoi gusti musicali negli anni?
V: Non molto. Da adolescente ascoltavo i Guns ‘n Roses, ora i Coldpaly. Ma ascolto di tutto. Ieri ero in un negozio con mio padre e ho comprato a 2 euro un cd di inediti di Bob Marley. In auto ascolto Marco Mengoni e ho appena scaricato la colonna sonora di musica classica del film “Il codice da Vinci”. Ho gusti molto diversi».
C: «No, ascolto tutto, dal pop al rock, anche per lavoro, per conoscere le nuove tendenze. Ma la colonna sonora della mia vita restano i Pink Floyd. Non passa una settimana senza che ascolti un loro album»

Il genere che ascolti meno?
V: «La musica jazz, magari vado a sentirla nei locali con gli amici, ma non è un tipo di musica che mi appartiene»
C: «Non mi entusiasma la musica latino americana».

La musica della tua infanzia?
V: Ho fatto le elementari a Follonica e quando uscivo di scuola alle 4, mi mettevo su una sedia attaccata alla tv (già allora non ci vedevo!) e guardavo Holly e Benji, Kiss me Licia, Mila e Shiro. Le sigle di quei cartoni animati sono la musica della mia infanzia»
C: «Zecchio d’oro a parte (da “Popof” al “Torero Camomillo”), a sei anni ho comprato il mio primo 45 giri: “Venus” degli Shocking blue. Sono passato subito ad ascoltare musiche più forti. Poi da adolescente ho scoperto Battisti e la musica dance…».

Quella del primo amore…
V: «“November Rain” dei Guns. Avevo 16 anni. Mi sento ancora con il mio primo ragazzo. Difficilmente taglio i ponti con le persone alle quali ho voluto bene.
C: «Avrò avuto 15 anni ed ero innamorato di un ragazzina di cui non ricordo più il nome. Però la canzone che ascoltavo e mi faceva pensare a lei era “If you leave me now” dei Chicago, ma credo fosse un amore a senso unico».

… e dell’ultimo?
V: “Brucia la città” di Irene Grandi. Mi ricorda quando è iniziata la storia con il mio attuale compagno. Le radio la trasmettevano di continuo».
C: « “Viva la vida” dei Coldplay: è un trionfo di energia ed emozioni, un inno alla vita meravigliosa che io e mia moglie siamo riusciti a dare a Matteo, nostro figlio. Questo brano ci rappresenta talmente tanto che l’abbiamo voluto anche al nostro matrimonio, durante il taglio della torta».

Quella che canti con tuo figlio?
V: «Da una settimana io e mio figlio di 6 anni cantiamo insieme “Straordinario” di Chiara. L’ho anche ripreso di nascosto: è fantastico».
C: «Matteo ha 15 mesi ed è attratto dai video musicali, dalle canzoni ritmate di alcuni spot pubblicitari e dalle sigle dei cartoni animati. Non gli canto ninna nanne, ma quando era ancora in grembo gli facevo ascoltare i Pink Floyd!»

Quale sarà secondo te il tormentone dell’estate?
V: «”Bailando” di Enrique Iglesias. Vedo che nei locali del mio compagno la ballano tutti. Oppure qualche brano latino americano. Ma secondo me non c’è ancora».
C: «Ce ne sono un paio. Malika Ayane “Senza fare sul serio” oppure “Cheerleader” di Omi, che sarà anche ospite ai Wind».

Se tu potessi scegliere di essere un cantante saresti…
V: «Alanis Morrisette, perché la noti non per la sua bellezza, ma per il carattere. È una donna riservata, grintosa, di cui non ti dimentichi».
C: «Diciamo che se fossi a “Tale e quale” potrei fare l’imitazione di Zucchero. Mi piace la sua musica e l’energia che trasmette»

Se fossi una canzone, quale testo ti racconterebbe meglio?
V: «“Ho conosciuto il dolore” di Roberto Vecchioni, dedicata alla sofferenza. Mi smuove qualcosa dentro. Ho anche inviato un sms a Maria De FiIlippi che l’ha usata in una sfida di ballo di “Amici”, uno dei pochi programmi che guardo».
C: « “Perché no” di Lucio Battisti, perché racconta l’amore quotidiano, nella sua semplicità e grandezza».

Vanessa, condurresti il Festival di Sanremo, magari con Conti?
 «Sì. Non mi fa paura. Anzi, mi incuriosisce. Però vorrei prepararlo bene nei mesi precedenti, non arrivare una settimana prima. Ho già un’idea di chi vorrei come ospiti: il calciatore Messi e Julia Roberts!»

E tu Carlo hai sciolto la riserva sul Festival?
«Ho già dichiarato che non l’avrei rifatto, ma l’azienda insiste visti i risultati dello scorso anno, e ne stiamo parlando. Vediamo come andrà a finire».