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Wind Summer Festival, intervista a Daniele Battaglia

«Con Alessia Marcuzzi sembra di stare in famiglia», ci racconta il conduttore

19 Luglio 2017 | 12:17 di Antonella Silvestri

Nel 2010, quando vinse «L’isola dei famosi 7» (dove è poi tornato l’anno successivo in veste di inviato), Simona Ventura lo definì «umile e talentuoso» aggiungendo: «Lui sì che farà strada». Sorriso spontaneo e faccia da bravo ragazzo, Daniele Battaglia è riuscito a conquistare negli anni il pubblico sia della radio sia del piccolo schermo.

Grazie al «Wind Summer Festival» lei è stato promosso in prima serata…
«Sono veramente contento. Devo tutto questo anche alla mia esperienza a Radio 105, che è la radio ufficiale dell’evento».

Si tratta di un palco importante. All’inizio le tremavano le gambe?
«L’ansia da prestazione c’è sempre, ma per fortuna a distendere il clima ci ha pensato Alessia Marcuzzi: tratta me e Nicolò De Devitiis come avrebbe fatto una zia, mettendoci a nostro agio».

Lei è anche padrino di battesimo di Mia, la figlia che la Marcuzzi ha avuto da Francesco Facchinetti.
«Mi sono sentito a casa quando, in una delle serate, c’era anche Mia accompagnata da Francesco. È una bambina meravigliosa. Come del resto Alessia...».

Lei è molto disinvolto in tv. Merito della gavetta in radio?
«Quest’anno festeggio i miei 15 anni di radio: per me è stata la vera scuola. Credo sia più facile che un conduttore radiofonico possa avere velleità televisive piuttosto che l’inverso».

Ora che ha riassaporato il successo della prima serata la rivedremo in tv?
«Mi piace molto la conduzione sul piccolo schermo, ma io non sono il tipo che si mette a sgomitare. Prendo tutte le occasioni che mi vengono date come un privilegio».

A proposito di musica, qual è la sua idea personale sui talent show?
«Sono figlio di uno dei componenti di un gruppo come i Pooh, posso dire che dai talent escono delle grandi voci ma c’è poco spazio per la creazione, per l’aspetto della scrittura dei pezzi, che è fondamentale».

Negli ultimi anni si è dato anche al mondo del web e dei videogiochi. Che cosa fa esattamente?
«Nel sottobosco digitale mi sono ritagliato un ruolo da manager di talent YouTuber, una sorta di... “Lucio Presta de’ noantri” (sorride). Mi piacerebbe che tra questi ragazzi ci fosse il nuovo Gerry Scotti o il nuovo Paolo Bonolis. Insomma la futura generazione di conduttori».