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Wind Summer Festival, intervista a Nicolò De Devitiis

«Un anno fa guardavo Alessia Marcuzzi dal pubblico», ci racconta il conduttore

Foto: Roma, Wind Summer Festival. Alessia Marcuzzi, Niccolò De Devitiis e Daniele Battaglia sul palco col pubblico dietro  - Credit: © Carlos Folgoso / Massimo Sestini

19 Luglio 2017 | 11:49 di Antonella Silvestri

Con la sua faccia tosta e con grinta da vendere Nicolò De Devitiis in tv si è fatto conoscere velocemente: prima come inviato d’assalto di «Le iene show» e poi al fianco di Diletta Leotta su Sky Sport 1
nella trasmissione «Goal Deejay» con la rubrica «Karaoke Deejay».

Che emozione ha provato salendo sul palco del «Wind Summer Festival»?
«La verità? Ho realizzato un sogno. In piazza del Popolo ci sono nato e cresciuto. E fino all’anno scorso ci venivo con i miei amici per assistere all’evento come spettatore. Adesso su quel palco ci sono salito da protagonista con Alessia e Daniele. Non so se mi spiego!».

In famiglia cosa le hanno detto?
«Tutti entusiasti. Mia sorella Martina mi ha chiesto subito di poter entrare nel backstage».

Quando si pronuncia il suo cognome, uno che ha studiato latino direbbe «De Deviziis»…
«Se mi chiama così mi viene in mente la mia professoressa al liceo e quindi non è proprio un bel ricordo. Pronunciarlo come è scritto è già un bel risultato perché lo sbagliano sempre (sorride). Etimologicamente avrebbe a che fare con qualcosa di nobile, ma non starei qui a complicarci la vita…».

Com’è approdato nel cast de «Le iene»?
«Mentre studiavo all’università, facevo il commesso in un negozio di abbigliamento dove veniva spesso l’attore e “iena” Paolo Calabresi, a cui facevo ogni tanto qualche sconticino perché ero fan di “Boris” (nella serie Calabresi interpretava l’elettricista scorbutico Biascica, ndr). Un giorno, il 15 maggio 2014, gli chiesi se poteva farmi da tramite con “Le iene” perché avevo un’idea. Che piacque a Davide Parenti, il “papà” del programma”. Mi contattò, e da lì è partito tutto».

Lei è giovane. Quanto è importante la gavetta?
«Fondamentale. Qualche giorno fa ho risposto in modo brusco a un ragazzo su Facebook che insinuava che fossi raccomandato. Ho provato inutilmente a chiamarlo per spiegargli che ho fatto tanti sacrifici prima di vedere un primo traguardo. Mi creda, ho fatto cose da matti…».

Per esempio?
«Ho passato 48 ore seduto in macchina senza mangiare sotto casa di Valentino Rossi per intervistarlo. Ore e ore di attese anche per altri servizi. Senza parlare degli anni in cui lavoravo e studiavo».